Un viaggio in 30 capitoli dalle origini greche di Partenope alla Napoli di oggi.

Regnò da sola per quasi quarant'anni in un secolo in cui nessuna donna lo faceva. Fu accusata di aver fatto uccidere il primo marito — un'accusa, non una condanna — e morì a sua volta uccisa.

Vedova senza figli a ventitré anni, divenne capo della sua famiglia, respinse i francesi, ottenne il governo di Ischia dall'imperatore, e trasformò il castello dell'isola in uno dei salotti letterari più importanti del Rinascimento.

Aveva ventisei anni e non aveva ancora il contratto da praticante quando la camorra lo uccise per un articolo. Il tesserino da giornalista gli fu dato trentacinque anni dopo, ai suoi familiari.

Nel 1909 una centrale idroelettrica a settanta chilometri dal centro cominciò a mandare energia a Napoli. Da lì la città smise di spegnersi con il tramonto.

Sotto la rete che si usa oggi ce n'era un'altra, con linee dismesse, stazioni trasformate e percorsi che nessuna mappa segna più. Napoli è stata costruita sopra la propria storia ferroviaria.

Napoli è fatta di mare e di colline che per secoli hanno separato le sue parti. Le funicolari non hanno spianato quelle colline: le hanno rese attraversabili, e hanno cambiato chi ci poteva vivere.

Molto prima che il nome Neapolis comparisse sulle carte del Mediterraneo, il Golfo di Napoli era già uno dei luoghi più affascinanti e strategici del mondo antico.

Roma ha Romolo e Remo, Atene ha Atena, Napoli ha Partenope: la sirena che ha dato il nome alla città rappresenta il legame profondo tra il mare, la cultura greca e l'identità dei napoletani.

Quasi due secoli di esplorazioni, commerci e incontri tra popoli separano il mito di Partenope dalla fondazione di Neapolis: la storia di Pithecusa e Cuma, le prime colonie greche d'Occidente.

Tra il V e il VI secolo a.C., sulle rive del Golfo, prese forma il progetto di una città nuova, moderna, pianificata e pensata per durare nei secoli: i Greci la chiamarono Neapolis.

Pescatori, artigiani, mercanti, filosofi e bambini a scuola: come vivevano davvero gli abitanti di Neapolis venticinque secoli fa.

Chi percorre oggi Spaccanapoli o via dei Tribunali sta seguendo lo stesso tracciato progettato dagli urbanisti greci oltre duemilaquattrocento anni fa.

Qui si decideva il futuro della città, si commerciavano merci da tutto il Mediterraneo, si celebravano le festività religiose e si confrontavano le idee dei filosofi.

Per gli abitanti della Neapolis greca gli dèi non vivevano in un mondo lontano: proteggevano i marinai, favorivano il raccolto, accompagnavano la nascita dei figli.

Il porto trasformò Neapolis da colonia agricola a snodo commerciale internazionale: le rotte, le merci e i mercanti che resero prospera la città greca.

Nel 326 avanti Cristo Neapolis entrò nell'orbita di Roma: non una conquista violenta, ma un'alleanza che le permise di restare, nell'anima, profondamente greca.

Sotto il dominio romano, Neapolis continuò a parlare greco, a celebrare giochi ellenici e a mantenere le proprie istituzioni: un caso più unico che raro nell'Italia romana.

Il più grande poeta dell'antichità latina visse e compose a Napoli, dove secondo la tradizione fu anche sepolto: la storia di un legame che avrebbe generato secoli di leggende.

Il teatro di Neapolis fu tra i più importanti dell'Italia romana: qui l'imperatore Nerone scelse di debuttare come attore e cantante, proprio per l'anima greca della città.

Il liberto romano Publio Vedio Pollione costruì sulla costa una villa tanto sontuosa da dare il nome all'intero promontorio: Pausilypon, «che scaccia il dolore».

Sotto le strade del centro storico si estende un secondo mondo scavato nel tufo: cave, cisterne e cunicoli che dall'epoca greca hanno attraversato ogni fase della storia cittadina.

Oltre 100 chilometri di condotte per portare l'acqua dall'entroterra fino a Napoli, ai Campi Flegrei e alla flotta imperiale di Miseno: una delle grandi opere dell'ingegneria romana.

Le mura di Neapolis, costruite dai Greci e rinforzate dai Romani, protessero la città per oltre un millennio: oggi sono ancora visibili sotto Piazza Bellini.

Tra il II e il V secolo, la diffusione del cristianesimo trasformò Neapolis: nacquero le catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, tra i complessi paleocristiani più importanti del sud Italia.

Vescovo di Benevento martirizzato nel 305 dopo Cristo, San Gennaro divenne nei secoli il simbolo religioso e identitario più forte della città che lo avrebbe eletto patrono.

Nel 536 dopo Cristo il generale bizantino Belisario conquistò Napoli infiltrando i propri soldati attraverso un antico condotto dell'acquedotto: uno degli episodi più straordinari della guerra gotica.

Pochi anni dopo la conquista di Belisario, il re ostrogoto Totila assediò a sua volta Napoli: un episodio che racconta quanto la città fosse ambita nel conflitto tra Bisanzio e i Goti.

Alla vigilia della nascita del Ducato di Napoli, la città portava già dentro di sé ottocento anni di storia greca e romana: un'eredità che avrebbe continuato a plasmarla per i secoli a venire.

Nel 476 d.C. l'Impero Romano d'Occidente cadde. Napoli, grazie al mare e alle proprie mura, riuscì a reinventarsi ancora una volta, diventando un ducato sempre più autonomo.

Con l'arrivo degli Angioini, nel XIII secolo, Napoli cambiò definitivamente scala: da importante città mediterranea a capitale politica, amministrativa e culturale di un regno.

Nel Quattrocento Napoli visse una delle stagioni artistiche più straordinarie della propria storia: gli Aragonesi la trasformarono in una capitale rinascimentale.

Per oltre due secoli Napoli fu governata da viceré spagnoli che ne cambiarono profondamente il volto: alla fine del Seicento era una delle città più popolose del continente.

Con i Borbone Napoli conobbe una stagione di straordinario sviluppo: il Teatro di San Carlo, gli scavi di Ercolano e Pompei, il Grand Tour europeo.

Con l'Unità d'Italia Napoli perse il ruolo di capitale. Il Risanamento post-unitario, le due guerre mondiali e le Quattro Giornate di Napoli segnarono il Novecento della città.

Il centro storico di Napoli non è un insieme di monumenti antichi: è un'intera città antica ancora viva, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 1995.

Ogni città possiede un passato. Napoli possiede un passato che continua a vivere nel presente: la conclusione del viaggio da Partenope alla Napoli contemporanea, con cronologia e glossario.

Prima del traffico c'erano il primo treno d'Italia, tremila carrozze, i tram a cavalli e una città che si attraversava a piedi.

Per due secoli fu tra le città più popolose del continente, tappa obbligata del Grand Tour e fabbrica di musicisti per mezza Europa.