Capitolo 20 · L'assedio di Belisario
Nel 536 dopo Cristo, nel pieno della guerra gotica che opponeva l'Impero Bizantino al Regno Ostrogoto d'Italia, Napoli — allora sotto controllo goto — divenne teatro di uno degli assedi più straordinari e ingegnosi della tarda antichità, guidato dal generale bizantino Belisario, tra i più abili comandanti militari del proprio tempo.
Una città difesa con determinazione
La guarnigione gotica di Napoli, forte delle solide mura ereditate dall'epoca greco-romana e più volte rinforzate nei secoli, oppose una resistenza tenace all'assedio bizantino, respingendo i primi tentativi di attacco diretto. Belisario si trovò di fronte a una città ben difesa, e un assedio prolungato rischiava di consumare tempo e risorse preziose nel più ampio contesto della campagna italiana.
La soluzione sotterranea
Fu allora che, secondo il racconto dello storico bizantino Procopio di Cesarea, testimone diretto degli eventi al seguito dello stesso Belisario, un soldato scoprì che uno dei condotti dell'antico acquedotto — lo stesso sistema che secoli prima aveva portato l'acqua del Serino fino alla città — non era stato adeguatamente sigillato e poteva essere percorso fino a raggiungere l'interno delle mura cittadine.
Un'infiltrazione decisiva
Un piccolo gruppo di soldati bizantini si introdusse quindi silenziosamente nella città attraverso questo passaggio sotterraneo, aprendo dall'interno una delle porte cittadine alle truppe di Belisario rimaste all'esterno. La città cadde rapidamente, ponendo fine a un assedio che diversamente avrebbe potuto protrarsi per mesi.
Un episodio dal duplice significato
Al di là del proprio valore militare, questo episodio racconta qualcosa di più profondo sulla storia di Napoli: le stesse infrastrutture sotterranee costruite secoli prima per garantire la prosperità della città — l'acquedotto, le cisterne, i cunicoli scavati nel tufo — potevano trasformarsi, in circostanze diverse, in una vulnerabilità strategica. È una dimostrazione concreta di come la Napoli sotterranea abbia condizionato, nel bene e nel male, le sorti della città in superficie lungo tutta la sua storia.
Nel prossimo capitolo
Nel Capitolo 21 racconteremo cosa accadde negli anni immediatamente successivi, quando il re ostrogoto Totila tentò a sua volta di riconquistare la città, in un capitolo ancora aperto della lunga e sanguinosa guerra gotica in Italia.