La nascita di Napoli non fu un evento improvviso. Prima della fondazione di Neapolis trascorsero quasi due secoli di esplorazioni, commerci e incontri tra popoli: tutto ebbe inizio quando le prime navi greche attraversarono il Mar Ionio spinte dalla ricerca di nuove terre e nuove opportunità, e il Golfo di Napoli divenne così uno dei primi laboratori della civiltà occidentale.
Nell'VIII secolo a.C. il mondo greco stava vivendo una fase di profonda trasformazione: le principali città della madrepatria, come Calcide ed Eretria sull'isola di Eubea, erano in piena espansione demografica ed economica. Le terre coltivabili iniziavano a non essere più sufficienti per sostenere una popolazione in costante crescita, mentre aumentava la necessità di reperire metalli, legname, grano e nuovi mercati per i prodotti artigianali. La soluzione fu il mare.
Per i Greci il Mediterraneo non rappresentava una barriera, ma una rete di collegamenti: le loro navi iniziarono a percorrere rotte sempre più lunghe, raggiungendo Sicilia, Sardegna, Spagna e le coste dell'Italia meridionale. Fu l'inizio della cosiddetta colonizzazione greca dell'Occidente, uno dei fenomeni più importanti della storia antica.
Prima ancora che sorgesse Napoli, i Greci fondarono Pithecusa, l'attuale Ischia. Intorno al 770 a.C., l'isola offriva tutto ciò che un navigatore poteva desiderare: approdi sicuri, abbondanza d'acqua, terreni fertili e una posizione strategica per controllare le rotte del Tirreno.
Pithecusa non fu soltanto una colonia agricola: divenne rapidamente un centro commerciale internazionale dove convivevano Greci, popolazioni italiche, Fenici ed Etruschi. Gli scavi archeologici hanno restituito migliaia di reperti — ceramiche, gioielli, strumenti di lavoro e oggetti provenienti da tutto il Mediterraneo — e tra questi spicca la celebre Coppa di Nestore, uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica greca mai ritrovati, che dimostra come già nell'VIII secolo a.C. la cultura greca si stesse diffondendo anche attraverso la poesia e la scrittura.
Dopo Ischia, i coloni fondarono Cuma, sulla terraferma. La scelta del luogo non fu casuale: l'acropoli sorgeva su un'altura facilmente difendibile, mentre il porto garantiva un collegamento diretto con il mare. Cuma divenne presto una delle città più potenti della Magna Grecia, e da qui partirono nuove spedizioni, nuovi commerci e nuove fondazioni: fu proprio Cuma a svolgere un ruolo decisivo nella nascita della futura Napoli.
Quando i Greci giunsero sulle coste campane trovarono un territorio straordinariamente fertile: le pianure erano ideali per la coltivazione dei cereali, le colline permettevano la produzione di vino, gli uliveti garantivano olio di alta qualità, le montagne offrivano legname e le miniere dell'Italia centrale fornivano metalli preziosi. Il Golfo rappresentava un perfetto punto di collegamento tra tutte queste risorse, e per questo motivo l'intera area assunse rapidamente un'importanza strategica.
Contrariamente a quanto si pensa, i Greci non conquistarono una terra deserta: in Campania vivevano già popolazioni locali con una propria organizzazione sociale, tra cui Opici, Ausoni ed Enotri. L'incontro non fu soltanto militare — molto spesso si svilupparono rapporti commerciali e culturali. I Greci introdussero nuove tecniche artistiche, sistemi di scrittura, modelli urbanistici e conoscenze scientifiche, mentre le popolazioni locali offrirono esperienza agricola, conoscenza del territorio e materie prime: fu uno scambio destinato a cambiare profondamente la storia dell'Italia meridionale.
Con il passare dei decenni le colonie aumentarono, e sulle coste dell'Italia meridionale sorsero città destinate a diventare famose in tutto il mondo antico: Cuma, Taranto, Sibari, Crotone, Metaponto, Locri, Reggio. I Romani chiameranno questo insieme di città Magna Graecia, la «Grande Grecia», riconoscendo quanto fosse forte l'influenza ellenica nella penisola. Napoli sarebbe nata proprio all'interno di questo straordinario sistema di città collegate tra loro da lingua, religione, commerci e cultura.
Nel corso del VI secolo a.C. il primo insediamento di Partenope iniziò a mostrare alcuni limiti: lo spazio disponibile era ridotto, il porto non era più sufficiente per sostenere la crescita commerciale, le esigenze militari richiedevano una posizione più facilmente difendibile e la popolazione era aumentata sensibilmente. I Cumani decisero quindi di progettare una città completamente nuova, più ampia, meglio organizzata e costruita secondo i più moderni criteri urbanistici dell'epoca: quella città avrebbe preso il nome di Neapolis, la «città nuova».
La nuova colonia non nacque in modo spontaneo, ma fu pianificata con precisione: le strade vennero tracciate secondo un reticolo regolare, gli spazi pubblici furono organizzati in funzione della vita civile, il porto venne collegato direttamente alla città e le mura difensive proteggevano l'intero abitato. Era un progetto moderno, capace di coniugare esigenze militari, economiche e sociali, e molti studiosi considerano Neapolis uno degli esempi meglio conservati dell'urbanistica greca nel Mediterraneo occidentale.
Quando Neapolis venne fondata, nessuno avrebbe potuto immaginare che quel nuovo centro abitato sarebbe sopravvissuto per oltre ventiquattro secoli. Eppure la scelta del luogo, la qualità del progetto urbano e la straordinaria capacità di adattarsi ai cambiamenti storici permisero alla città di attraversare dominazioni, guerre, epidemie e trasformazioni senza perdere la propria identità: è proprio questa continuità che rende Napoli una delle città più affascinanti d'Europa.
La Coppa di Nestore, scoperta a Ischia, contiene una delle più antiche iscrizioni alfabetiche greche conosciute. Cuma fu la prima colonia greca fondata sulla terraferma dell'Italia occidentale, e il termine Magna Grecia fu coniato dai Romani per descrivere l'importanza delle città greche dell'Italia meridionale. Le prime colonie greche introdussero nell'Italia antica nuovi modelli urbanistici, artistici e culturali che influenzarono anche Roma.
Nel Capitolo 4 entreremo finalmente nel cuore della storia di Napoli, raccontando la fondazione di Neapolis: quando avvenne, chi la progettò, perché fu scelta proprio quell'area e come nacque una delle città più longeve del Mediterraneo.