Nel Quattrocento Napoli visse una delle stagioni artistiche più straordinarie della propria storia. Gli Aragonesi trasformarono la città in una capitale rinascimentale, capace di competere con Firenze, Venezia e Milano.
Nel 1442 Alfonso V d'Aragona conquistò Napoli. Il suo ingresso in città venne celebrato come un evento epocale, e l'arco trionfale del Maschio Angioino ricorda ancora oggi quella vittoria.
Artisti, architetti, umanisti e letterati arrivarono da tutta Europa. La corte aragonese divenne uno dei principali centri culturali del Rinascimento: biblioteche, collezioni d'arte e accademie contribuirono a diffondere il nuovo pensiero umanistico.
In questo periodo furono realizzati nuovi palazzi nobiliari, chiese rinascimentali, opere scultoree e decorazioni monumentali: l'architettura medievale iniziò a convivere con il gusto rinascimentale, e Napoli acquisì un volto sempre più elegante.
Anche durante il Rinascimento il porto rimase il cuore economico della città: le merci provenienti dalla Spagna, dal Levante e dall'Italia settentrionale arrivavano quotidianamente. Napoli era ormai una delle metropoli più popolose d'Europa.
Alla fine del Quattrocento Napoli aveva ormai superato i confini dell'antica Neapolis: nuovi quartieri si sviluppavano all'esterno delle mura, ma la città continuava a conservare il proprio cuore antico. I Decumani tracciati dai Greci oltre duemila anni prima restavano il centro della vita urbana.
Nel Capitolo 26 racconteremo l'inizio del Viceregno spagnolo, quando Napoli divenne una delle più grandi metropoli d'Europa.