Mestieri e botteghe
Chi lavora ancora a mano, e chi tiene aperto da più di cento anni.

I mestieri napoletani che stanno scomparendo
Guantai, pastori di San Gregorio, liutai, restauratori di presepi: mestieri che vivono ancora, ma per quanto?

Le attività di Napoli che resistono da oltre cento anni
Caffè, pasticcerie, sartorie, librerie: le insegne che hanno attraversato due guerre e non hanno mai chiuso.

Le insegne storiche di Napoli
Prima delle vetrofanie c'erano il vetro dipinto a mano, il marmo inciso e il neon curvato. Molte insegne sono ancora al loro posto.

Il sarto napoletano e la giacca senza imbottitura
Spalla morbida, manica arricciata, costruzione leggera: la giacca napoletana è nata per il caldo e oggi la copiano a Londra e a Tokyo.

Il pizzaiolo napoletano, un mestiere riconosciuto dall'UNESCO
Nel 2017 l'UNESCO ha iscritto «l'arte del pizzaiuolo napoletano» tra i patrimoni immateriali dell'umanità. Non la pizza: il gesto di chi la fa.

La torrefazione napoletana: il caffè come mestiere
Non è solo il modo di servirlo: a Napoli il caffè si tosta, si miscela e si vende da botteghe che lo fanno da generazioni.

I pastorai di San Gregorio Armeno
Una strada dove si modellano figure per il presepe tutto l'anno, e come distinguere il pezzo fatto a mano dal souvenir industriale.

Il mandolino napoletano e i liutai che lo costruiscono
Cassa a doghe, tavola piegata, quattro cori doppi: il mandolino napoletano è un progetto preciso, e Napoli ne è stata il centro mondiale.

Il corallo e il cammeo di Torre del Greco
Incidere una conchiglia con bulini finissimi per ricavarne un ritratto in rilievo. È un mestiere vivo, con una scuola e un mercato internazionale.

Il calzolaio su misura, un mestiere che non si è arreso
Un paio di scarpe costruite sulla forma del tuo piede, con una tecnica che richiede decine di ore. A Napoli si fa ancora, e costa meno che altrove.