Tra il II e il IV secolo dopo Cristo, mentre l'Impero Romano attraversava le proprie trasformazioni interne, anche Neapolis fu investita da un cambiamento religioso profondo: la progressiva diffusione del cristianesimo, che nel giro di pochi secoli avrebbe sostituito il politeismo greco-romano come religione dominante della città.
Le prime comunità cristiane napoletane, come altrove nell'impero, si organizzarono inizialmente in un contesto di clandestinità o semi-clandestinità, prima che l'editto di Milano del 313 e le successive politiche imperiali rendessero il cristianesimo religione tollerata e poi dominante. Fu in questo periodo di transizione che iniziarono a essere scavate, nel tufo della valle della Sanità appena fuori le mura cittadine, le prime gallerie sepolcrali cristiane.
Le Catacombe di San Gennaro, scavate a partire dal II secolo e ampliate nei secoli successivi, divennero un importante centro di culto dopo che le spoglie del santo patrono vi furono traslate, probabilmente nel V secolo: un evento che trasformò il sito da semplice cimitero comunitario a meta di pellegrinaggio, contribuendo a consolidare il culto di San Gennaro ben prima che la città lo eleggesse ufficialmente patrono.
Poco distante, le Catacombe di San Gaudioso custodiscono la memoria di un vescovo nordafricano rifugiatosi a Napoli nel V secolo in fuga dalle persecuzioni vandale, e testimoniano quanto la città fosse già allora un crocevia di rifugiati, pellegrini e uomini di fede provenienti da tutto il Mediterraneo cristiano.
Con l'affermazione definitiva del cristianesimo, molti templi pagani della città furono progressivamente riconvertiti in luoghi di culto cristiano, in un processo di sovrapposizione fisica e simbolica che avrebbe caratterizzato l'intero centro storico: alcune chiese napoletane, ancora oggi, conservano nelle proprie fondamenta o nelle proprie colonne tracce evidenti degli edifici pagani su cui furono edificate.
Nel Capitolo 19 racconteremo la storia del santo che sarebbe diventato il simbolo religioso e civico più importante della città: San Gennaro, dal martirio in epoca romana fino alla nascita del culto che ancora oggi anima Napoli.