Napoli popolare
Perché il caffè si fa così, da dove arrivano le parole, cosa significa davvero quello che si dice.

Perché a Napoli il caffè si fa così
Tazzina piccola e spessa, scaldata prima. Zucchero sul fondo. Si beve in piedi in dieci secondi. Ogni dettaglio ha una ragione.

Come è nato il caffè sospeso
Paghi due caffè e ne bevi uno. L'altro resta lì, per chi entrerà dopo senza poterselo permettere. Storia di un gesto più raccontato che documentato.

Da dove arrivano davvero le parole napoletane
Il napoletano conserva le tracce di ogni popolo che è passato di qui. Alcune parole raccontano una dominazione intera.

Dieci modi di dire napoletani e la loro storia
Dietro ogni espressione c'è un mestiere, un fatto di cronaca o un'abitudine dimenticata. Alcune origini sono certe, altre no: qui si distingue.

La pizza fritta: storia di un piatto nato dalla fame
Niente forno, niente legna, niente soldi. Nasce così, e per questo è il piatto napoletano che racconta più cose.

Perché a Napoli si dice «tengo famiglia»
Tre parole diventate un luogo comune nazionale. La loro storia dice qualcosa di vero, ma non quello che di solito si crede.

Le edicole votive: perché a ogni incrocio c'è una Madonna
Non sono decorazione: nacquero anche per illuminare le strade di notte, e sono ancora accese perché qualcuno del palazzo paga la corrente.

Le feste di Napoli: San Gennaro, Piedigrotta, la Madonna dell'Arco
Tre feste che raccontano tre modi diversi di essere napoletani: il miracolo in Duomo, la canzone in strada, il pellegrinaggio a piedi scalzi.

La tammurriata e la tarantella: la musica che si balla ancora
Non è la tarantella delle cartoline. È una forma musicale viva, che si suona nelle feste di campagna attorno al Vesuvio e nei centri sociali di città.

I bassi: vivere al piano terra
Una stanza a livello di strada con la porta che dà sul vicolo. Sono decine di migliaia, hanno una storia precisa, e non sono una cartolina.