Gli autori e le opere che hanno raccontato la città nei secoli.

Fece l'ingegnere per diciotto anni all'IBM. Poi un libro scritto per gioco vendette seicentomila copie, e Napoli ebbe il suo divulgatore di filosofia greca in pantofole.

Un racconto scritto per un concorso al Gambrinus è diventato una serie di romanzi ambientati nella Napoli del fascismo, poi una serie tv, poi molto altro. Napoli qui è indagine, non cartolina.

Il napoletano Giambattista Basile scrisse la prima grande raccolta di fiabe della storia europea, un secolo prima di Perrault e dei fratelli Grimm.

Poeta, drammaturgo e giornalista, Di Giacomo diede voce in dialetto napoletano alla vita popolare della città, tra versi diventati canzoni immortali e prosa da cronista della realtà più umile.

Poetessa, giornalista, direttrice del Monitore Napoletano: la donna che diresse il primo giornale rivoluzionario italiano e finì impiccata a Piazza Mercato.

Prima donna a fondare e dirigere un quotidiano in Italia, scrisse l'inchiesta che smontò la retorica del risanamento post-colera.

Il ritratto più duro mai scritto su Napoli, che valse all'autrice l'ostracismo dell'ambiente intellettuale della città.

Quattro romanzi tradotti in oltre quaranta lingue hanno riportato Napoli al centro della narrativa mondiale. E hanno cambiato il turismo in città.

Nato in una strada del centro antico, visse povero e ignorato: due secoli dopo, mezza filosofia europea partiva da lui.

Non era nato a Napoli, ma ci visse sessant'anni e la sua casa a Spaccanapoli fu per decenni il centro intellettuale d'Italia.

Il romanzo che raccontò la Napoli borghese e il suo incantesimo immobile, scritto da chi ci era cresciuto dentro.