Con l'arrivo degli Angioini, nel XIII secolo, Napoli cambiò definitivamente scala. Da importante città mediterranea divenne una capitale politica, amministrativa e culturale. Iniziò una stagione di grandi cantieri, nuovi castelli e monumenti destinati a cambiare il volto della città.
Nel 1266 Carlo I d'Angiò conquistò il Regno di Sicilia e scelse Napoli come capitale: fu una decisione destinata a trasformare profondamente la città. La presenza della corte attirò funzionari, mercanti, artisti e artigiani da tutta Europa.
Tra le opere simbolo del nuovo potere spicca Castel Nuovo, conosciuto oggi come Maschio Angioino: la fortezza dominava il porto e rappresentava il centro politico del regno. Le sue mura raccontano ancora oggi il momento in cui Napoli iniziò a essere una delle grandi capitali del continente.
L'aumento della popolazione rese necessario ampliare la città: vennero costruite nuove fortificazioni, sorsero conventi, monasteri e palazzi nobiliari. Napoli iniziò ad assumere il volto di una grande capitale medievale.
Nel 1224, pochi decenni prima dell'arrivo degli Angioini, Federico II aveva fondato l'Università di Napoli. Gli Angioini ne favorirono la crescita, e l'ateneo attirò studiosi provenienti da tutto il Mediterraneo: ancora oggi è una delle università più antiche d'Europa.
Nel Capitolo 25 racconteremo l'arrivo degli Aragonesi e l'età dell'oro della Napoli quattrocentesca, quando la città divenne una capitale rinascimentale capace di competere con Firenze, Venezia e Milano.