Quando, nel corso del VII secolo dopo Cristo, Napoli avrebbe iniziato il proprio percorso verso una crescente autonomia politica come Ducato, la città portava già con sé un'eredità di quasi otto secoli di storia documentata: dalla fondazione greca di Partenope, attraverso la nascita di Neapolis, l'alleanza con Roma, l'epoca imperiale e le turbolenze della guerra gotica.
Nonostante guerre, assedi e cambi di dominazione, l'elemento più sorprendente di questa lunga fase storica è la sostanziale continuità dell'impianto urbano progettato dai Greci: i Decumani tracciati nel V secolo avanti Cristo restavano, alla vigilia del Medioevo, ancora le arterie principali della città, e lo sarebbero rimaste per altri millecinquecento anni fino a oggi.
Alla fine di questo lungo periodo, Napoli si presentava come una città dall'identità straordinariamente stratificata: la memoria mitica della sirena Partenope, l'orgoglio della propria origine greca mai del tutto sopita nemmeno sotto Roma, la devozione cristiana ormai radicata attorno al culto di San Gennaro, e una capacità dimostrata più volte di sopravvivere a conquiste e assedi senza perdere la propria fisionomia urbana e culturale.
Questa capacità di attraversare epoche diverse mantenendo intatto il proprio nucleo identitario — dimostrata nei secoli greci, romani e poi in quelli tardoantichi — non fu un episodio isolato, ma una caratteristica strutturale che la città avrebbe continuato a manifestare in ogni fase successiva della propria storia: dal Ducato bizantino ai Normanni, dagli Angioini agli Aragonesi, fino al Viceregno spagnolo, ai Borbone e alla Napoli contemporanea.
È con questa eredità alle spalle che Napoli si affacciò sulla propria fase altomedievale, quella che avrebbe visto la nascita di un Ducato formalmente legato a Costantinopoli ma sempre più autonomo nei fatti, e che avrebbe posto le basi per i successivi mille anni di storia della città come uno dei centri più importanti del Mediterraneo.
Nel Capitolo 23 il racconto prosegue con la nascita del Ducato di Napoli, la minaccia longobarda e la trasformazione della città bizantina in un centro sempre più autonomo, alla vigilia dei grandi cambiamenti che l'avrebbero portata, secoli dopo, a diventare capitale di un regno.