Dal Barocco a oggi: le vite e le opere degli artisti che hanno attraversato Napoli, e i luoghi dove ritrovarli ancora.
La pittrice che sfidò il suo secolo: trent'anni di vita e di capolavori tra Roma, Firenze e Napoli, dove morì e dove riposa ancora oggi.
Il pittore spagnolo che divenne più napoletano dei napoletani: quarant'anni di tenebre, sangue e luce che cambiarono per sempre la pittura della città.
Il pittore più veloce e più prolifico del Barocco napoletano: migliaia di opere in tutta Europa, e un soprannome che è diventato leggenda.
Trovatello dei Quartieri Spagnoli diventato scultore acclamato in tutta Europa, poi inghiottito per vent'anni dalla malattia mentale: una delle storie più struggenti dell'arte napoletana.
L'ultimo grande maestro del Barocco napoletano: quasi un secolo di vita, una bottega sterminata e un'influenza che arrivò fino in Germania e in Austria.
Il primo pittore napoletano a capire davvero Caravaggio: un naturalismo drammatico che aprì la strada a un intero secolo di pittura cittadina.
Il pittore che addolcì il naturalismo caravaggesco con una grazia quasi classica, guadagnandosi il soprannome di Guido Reni di Napoli.
Per quarant'anni tra i pittori più richiesti di Napoli: un naturalismo raffinato che seppe adattarsi ai gusti mutevoli di un intero secolo.
Il paesaggista che inventò un modo tutto nuovo di dipingere il golfo di Napoli, dando vita a un movimento che porta ancora oggi il nome di una collina della città.
Arrivò da Napoli come professore straniero e finì per fondare, quasi per caso, uno dei movimenti pittorici più originali dell'Ottocento italiano.
Pittore, poeta, musicista e incisore: la figura più anticonformista e romanzesca del Barocco napoletano, capace di anticipare di un secolo la sensibilità romantica.
Il pittore che portò a Napoli il gusto classicista romano, diventando l'anello di congiunzione tra il naturalismo secentesco e il pieno Settecento decorativo.
Il pittore che nell'Ottocento napoletano seppe rompere con l'accademismo, portando la pittura storica e religiosa verso un realismo psicologico completamente nuovo.
Il capofila di una intera famiglia di pittori, e tra i primi in Italia a portare all'estremo l'osservazione diretta della natura, animali compresi.
Ammirato da John Singer Sargent come «il più grande vivente», Antonio Mancini portò la pennellata materica napoletana a un livello di virtuosismo quasi ipnotico.

In fuga da Roma per omicidio, Caravaggio arrivò a Napoli nel 1606. Dove vedere oggi le sue opere e perché rivoluzionarono la pittura napoletana.

Architetto, scultore e decoratore bergamasco: inventò il marmo commesso napoletano e progettò mezza città. Dove riconoscere il suo lavoro.

Come è stato realizzato il velo di marmo più famoso del mondo, e perché la leggenda dell'alchimia è falsa ma resiste da due secoli.

Come il presepe napoletano è diventato scultura da collezione, chi erano i grandi pastorai e dove vedere i capolavori del Settecento.

Un movimento nato dal turismo del Grand Tour che anticipò gli impressionisti: dipingere all'aperto, dal vero, il golfo e la sua luce.

Carlo di Borbone fondò una manifattura per competere con Meissen. Durò sedici anni e produsse alcune delle porcellane più preziose d'Europa.

Murales monumentali, opere di Banksy e un dibattito aperto su riqualificazione e turismo: la mappa dell'arte urbana napoletana.

Reggia borbonica, collezione Farnese, 130 ettari di bosco: cosa vedere a Capodimonte e come organizzare la visita senza perdersi.