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Napoli prima delle automobili — Come Era Napoli
Blog · Storia · Come Era Napoli

Napoli prima delle automobili

📍 Come Era Napoli 1839-1950 · treni, tram, carrozze

Immagina via Toledo senza motorini: il rumore è di ferri di cavallo sui basoli, di ruote di legno, di venditori che gridano. Le carrozze si incrociano, i facchini portano ceste sulla testa, e per attraversare la città ci vuole il tempo che ci vuole. Non è molto più lento di adesso, a pensarci.

Il primo treno d'Italia

Il 3 ottobre 1839 fu inaugurata la Napoli-Portici, prima ferrovia della penisola italiana. Sette chilometri e mezzo, voluta da Ferdinando II di Borbone.

La stazione di partenza era a Bayard, vicino all'attuale piazza Garibaldi. Il primo viaggio impiegò circa dieci minuti.

Pochi anni dopo, nel 1840, nasceva a Pietrarsa il primo stabilimento italiano per la costruzione di locomotive: oggi è un museo ferroviario ed è visitabile.

I tram

Nel 1875 arrivarono i primi tram a cavalli. L'elettrificazione seguì negli anni Novanta dell'Ottocento.

Napoli sviluppò una rete tranviaria estesa, che nel Novecento arrivò a coprire gran parte della città. Ne restano poche linee, ma il tram esiste ancora.

Le funicolari

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Il problema del Vomero — duecento metri di dislivello — fu risolto con la tecnologia. Funicolare di Chiaia nel 1889, di Montesanto nel 1891, Centrale nel 1928.

Prima esistevano solo le scale: la Pedamentina, il Petraio, le gradonate. Duecento scalinate che erano le strade vere della collina.

Il Risanamento

Dopo l'epidemia di colera del 1884 la città fu in parte riscritta. Nacque il Rettifilo — corso Umberto I — tagliando in linea retta il tessuto medievale tra la stazione e il centro.

L'obiettivo dichiarato era igienico: strade larghe, aria, luce. L'effetto reale fu anche lo spostamento di decine di migliaia di persone dai quartieri demoliti verso le periferie.

Matilde Serao lo denunciò nel «Ventre di Napoli»: si era risanato l'aspetto della città, non le condizioni di chi ci viveva.

Che cosa resta da vedere

Il Museo di Pietrarsa, con le locomotive storiche. Il tracciato del Rettifilo. Le funicolari, che sono ancora quelle e si prendono con un biglietto normale.

E i basoli di pietra lavica: dove sono rimasti, sotto i piedi c'è ancora la strada di allora.

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