Panorami che non costano niente, scale che attraversano quattro quartieri, cortili dietro portoni socchiusi.

Alle 13:30 di un giorno di novembre del 1909 la città si svuotò nelle strade per guardare in alto. Il percorso è registrato in un documento ufficiale, via per via.

Nel 1877 gli scienziati napoletani litigarono su uno scheletro di balena. Nel 2021 una balenottera di ventitré metri fu portata al molo San Vincenzo. Due storie, lo stesso museo.

Arrivò dall'Oriente, sfilò per la città, debuttò al San Carlo in un'opera di Metastasio e morì a Portici. Il suo scheletro è ancora a Napoli, e si può andare a vedere.

Poco più di quattrocento gradini che collegano la collina al centro storico. Fu costruita per portare i materiali alla Certosa, ed è ancora il modo più bello di scendere in città.

Un pugno di case addossate a un castello, su uno scoglio collegato da un ponte. È il punto in cui Napoli è cominciata, ed è a dieci minuti da piazza del Plebiscito.

Le viste più belle della città non si pagano. Sette punti, con l'ora giusta per andarci e come arrivarci.

Duecento scalinate collegano la Napoli bassa a quella alta. Camminarle è il modo più antico di attraversare la città.

Dietro i portoni del centro storico ci sono scale barocche, giardini e chiostri. Quasi tutti si possono guardare, gratis.

Un chiostro che pare Andalusia, una scala che pare Lisbona, un borgo che pare Grecia. Tutto dentro il comune di Napoli.

Sei porte antiche sono ancora in piedi in mezzo al traffico, e quasi nessuno le guarda. Le altre sono state demolite: restano solo i nomi delle fermate.

Napoli ha decine di fontane monumentali, alcune spostate tre volte, alcune dimenticate in mezzo al traffico. Sono la mappa dell'acqua della città.

Scaffalature intagliate, vasi di ceramica con i nomi latini, bilance di ottone. Alcune farmacie napoletane sono musei che vendono aspirine.

Si passa sotto un arco del 1625 e si entra in una strada dove si vendono libri da tre secoli. Alcune insegne resistono, altre hanno chiuso.

Napoli ha ascensori pubblici gratuiti che risolvono dislivelli di decine di metri, e quasi nessuno sa che esistono.

Una città schiacciata tra collina e mare ha dovuto bucare e scavalcare per duemila anni. Alcune di quelle opere si attraversano ancora.