Il nome stesso del quartiere collinare di Posillipo racconta una storia: deriva dal greco Pausilypon, che significa letteralmente «che fa cessare il dolore» o «pace dagli affanni», il nome dato da un ricchissimo liberto romano, Publio Vedio Pollione, alla propria residenza costiera, costruita su questo tratto di costa nel I secolo avanti Cristo.
Vedio Pollione era un liberto — uno schiavo affrancato — che grazie ad astuzia negli affari e favori politici accumulò una fortuna colossale durante il principato di Augusto, arrivando a possedere proprietà sparse in tutto l'impero. La sua villa campana, edificata su un promontorio proteso sul golfo tra Napoli e Pozzuoli, era concepita come una vera e propria città del piacere in miniatura.
Gli scavi archeologici, tuttora in corso nell'area del Parco Archeologico e Ambientale di Posillipo, hanno riportato alla luce un complesso vastissimo: un teatro capace di ospitare migliaia di spettatori, un odeion per spettacoli musicali di dimensioni più raccolte, peschiere scavate nella roccia per l'allevamento di pesci pregiati, terme, ninfei e un sistema di ville digradanti verso il mare collegate da percorsi panoramici.
Vedio Pollione è ricordato dalle fonti antiche, in particolare da Seneca, anche per un aneddoto tanto celebre quanto agghiacciante: si narra che punisse gli schiavi che commettevano errori gettandoli in vasche piene di murene, pesci noti per la loro aggressività, per pura crudeltà spettacolare verso i propri ospiti. L'imperatore Augusto stesso, secondo il racconto, intervenne in prima persona per impedire una di queste esecuzioni.
Alla sua morte, nel 15 avanti Cristo, Vedio Pollione lasciò in eredità la villa e l'intera proprietà all'imperatore Augusto stesso, che ne fece un possedimento imperiale, ampliandola ulteriormente nei decenni successivi. Il complesso rimase in uso come residenza imperiale per generazioni, contribuendo a consolidare il prestigio dell'intera area costiera come luogo di villeggiatura d'élite.
Nel Capitolo 15 scenderemo sotto la superficie della città, per esplorare il vastissimo reticolo di cavità, cunicoli e cisterne scavati nel tufo che si estende sotto il centro storico di Napoli fin dall'epoca greca: la Napoli sotterranea.