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Capitolo 6 · I Decumani e i Cardini — Come Era Napoli
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Capitolo 6 · I Decumani e i Cardini

📍 Come Era Napoli Il genio urbanistico della Neapolis greca

Chi cammina oggi su Spaccanapoli o su via dei Tribunali sta seguendo un tracciato disegnato dai Greci nel V secolo a.C. Le facciate sono barocche, le botteghe moderne, ma la direzione delle strade è quella di allora. È uno dei motivi per cui l'UNESCO ha iscritto il centro storico di Napoli nel Patrimonio Mondiale nel 1995.

La griglia

Neapolis fu costruita su una griglia regolare. Tre strade principali correvano da est a ovest, le plateiai, che gli studiosi chiamano spesso con il nome latino di decumani. Molte vie strette, gli stenopoi o cardini, le tagliavano ad angolo retto da nord a sud. Ne risultavano isolati lunghi e stretti, le insulae, dove stavano case, botteghe e santuari. Il modello è quello che i Greci associavano a Ippodamo di Mileto: non ci sono prove che abbia lavorato qui, ma il principio è lo stesso.

Dove sono oggi

Il decumano superiore corrisponde a via della Sapienza, via Pisanelli e via Anticaglia. Il decumano maggiore è via dei Tribunali, la strada centrale. Il decumano inferiore è Spaccanapoli, cioè via Benedetto Croce e via San Biagio dei Librai, così dritta che dall'alto di San Martino sembra tagliare la città in due. Fra i cardini si riconoscono ancora via San Gregorio Armeno, via Nilo, via Atri e, allargata nell'Ottocento, via Duomo.

Agorà, mura, teatro

Il centro della vita pubblica era nell'area di piazza San Gaetano: lì c'era l'agorà greca, poi il foro romano. Sotto San Lorenzo Maggiore si visita un tratto della città romana scavata, con una strada e le botteghe del mercato. Sulla facciata di San Paolo Maggiore restano due colonne corinzie del tempio dei Dioscuri, di età romana. Le mura greche in blocchi di tufo si vedono a cielo aperto in piazza Bellini. In via Anticaglia gli archi che scavalcano la strada appartengono al teatro romano, i cui resti sono inglobati nelle case intorno.

Il percorso a piedi

Sono meno di due chilometri, ma conviene darsi due o tre ore con le soste. Si parte da piazza Bellini, davanti alle mura greche. Da lì si scende verso piazza San Domenico Maggiore e si prende Spaccanapoli verso est: in largo Corpo di Napoli c'è la statua romana del dio Nilo. All'incrocio con via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, si sale lungo il cardine fino a piazza San Gaetano, l'antica agorà, con San Lorenzo Maggiore e San Paolo Maggiore uno di fronte all'altro.

Si prosegue su via dei Tribunali verso est fino a via Duomo, il cardine più largo, e si risale per un tratto per prendere via Anticaglia, il decumano superiore, con gli archi del teatro. Tornando verso ovest per via Pisanelli e via della Sapienza si arriva di nuovo vicino a piazza Bellini, e il giro si chiude. Fatto così, si sono percorsi tutti e tre i decumani e almeno due cardini.

Consigli pratici

Il percorso è tutto pedonale o quasi, ma i marciapiedi sono stretti e su Spaccanapoli e San Gregorio Armeno, nei fine settimana e a dicembre, si cammina a fatica. La mattina presto nei giorni feriali è il momento migliore. Gli scavi di San Lorenzo Maggiore hanno un biglietto e orari propri, da controllare prima. La metro più comoda è la Linea 1, fermata Dante, a cinque minuti da piazza Bellini; per la Linea 2, la fermata è Piazza Cavour.

Cosa non si vede

Quasi tutta la Neapolis greca sta sotto i palazzi, a diversi metri di profondità. Della città antica in superficie restano tracciati, frammenti di mura e qualche colonna. Il resto si legge negli scavi e nel sottosuolo, e se ne parla nel prossimo capitolo, sull'agorà.

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