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Paolo De Matteis — Barocco tardo · 1662–1728
11 — Blog · Storia · Artisti

Paolo De Matteis

📍 Barocco tardo · 1662–1728 Pittore · ponte tra Napoli e il classicismo europeo

Paolo De Matteis nasce a Piano Vetrale, nel Cilento, nel 1662, e la sua formazione artistica racconta già, in nuce, la direzione che avrebbe preso la sua intera carriera: cresciuto artisticamente a Napoli sotto l'influenza di Luca Giordano, si trasferisce presto a Roma dove entra in contatto diretto con il classicismo di Carlo Maratta, allora il pittore più autorevole e influente della scena romana. Questo doppio apprendistato — il colorismo brillante e la scioltezza compositiva di Giordano da un lato, la compostezza equilibrata del classicismo romano dall'altro — definisce lo stile personale di De Matteis, capace di mediare tra due tradizioni pittoriche spesso considerate agli antipodi.

Tornato definitivamente a Napoli, De Matteis diventa uno dei pittori più richiesti della città nel passaggio tra Seicento e Settecento, proprio nel periodo in cui il naturalismo drammatico della tradizione caravaggesca stava progressivamente lasciando spazio a un gusto decorativo più luminoso e a composizioni più ariose e teatrali, in linea con il Barocco maturo che si stava affermando in tutta Europa. Le sue opere si distinguono per un equilibrio compositivo quasi classico, con figure ben proporzionate e panneggi eleganti, che le rende immediatamente distinguibili rispetto alla produzione più drammatica dei maestri secenteschi.

Un episodio particolarmente citato della sua biografia riguarda il soggiorno inglese: nel 1701 De Matteis fu chiamato a Londra, dove lavorò per importanti committenti locali, dimostrando quanto la fama dei pittori napoletani del tempo si estendesse ben oltre i confini italiani. Questo tipo di mobilità internazionale, non comune per un artista della sua generazione formatosi interamente in ambito napoletano-romano, testimonia il prestigio che la scuola pittorica partenopea aveva ormai acquisito su scala europea grazie ai grandi maestri che lo avevano preceduto.

A Napoli, De Matteis lavorò per numerose chiese e conventi, lasciando cicli decorativi e pale d'altare che ancora oggi si possono ammirare in diversi edifici religiosi del centro storico, oltre a realizzare opere per committenti privati di alto rango, inclusi esponenti della nobiltà napoletana che apprezzavano particolarmente il suo stile elegante e misurato, meno urtante rispetto al naturalismo più crudo che aveva dominato la scena artistica cittadina nei decenni precedenti.

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La sua produzione include anche numerosi soggetti allegorici e mitologici, un genere che gli permetteva di dispiegare pienamente la propria formazione classicista, con composizioni che richiamano direttamente i modelli romani di Maratta pur mantenendo una luminosità cromatica di chiara ascendenza napoletana — un'ulteriore dimostrazione della sua capacità di sintesi tra tradizioni pittoriche regionali diverse.

Morì a Napoli nel 1728, lasciando un'eredità stilistica che contribuì, insieme a quella di Solimena, a preparare il terreno per il pieno sviluppo del gusto rococò che avrebbe caratterizzato la pittura napoletana della generazione successiva. La sua figura, meno celebrata rispetto ai grandi nomi del naturalismo secentesco, resta storicamente importante proprio per questo ruolo di cerniera tra epoche e sensibilità stilistiche diverse.

Oggi le sue opere sono conservate in diverse chiese napoletane e in collezioni museali, offrendo a chi le osserva un tassello importante per comprendere come la pittura cittadina, lungi dall'essere un blocco monolitico, fosse in realtà un campo di continue sperimentazioni e sintesi tra influenze locali e internazionali, ben oltre la semplice contrapposizione tra naturalismo caravaggesco e barocco decorativo che talvolta semplifica eccessivamente la narrazione di questo periodo.

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