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Le porcellane di Capodimonte: la fabbrica del re — Artisti a Napoli
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Le porcellane di Capodimonte: la fabbrica del re

📍 Artisti a Napoli 1743-1759 · la Real Fabbrica

Un re volle una stanza di porcellana. Non un servizio, non un vaso: una stanza intera, pareti e soffitto, tremila pezzi di porcellana bianca e dipinta che ancora oggi, quando ci entri, ti fanno abbassare la voce senza sapere perché. La fabbrica che la costruì durò sedici anni appena, e in quei sedici anni produsse alcune delle cose più delicate mai uscite da un forno europeo.

La fondazione

Nel 1743 Carlo di Borbone fonda la Real Fabbrica delle Porcellane di Capodimonte, negli edifici accanto alla reggia. L'obiettivo è dichiaratamente competitivo: la manifattura sassone di Meissen aveva scoperto il segreto della porcellana dura all'inizio del secolo, e ogni corte europea voleva la propria.

La moglie di Carlo, Maria Amalia di Sassonia, era nipote del fondatore di Meissen: il legame dinastico spiega l'ambizione.

La pasta tenera

I napoletani non disponevano del caolino necessario alla porcellana dura, e svilupparono una pasta tenera propria: più fragile da cuocere, ma di una traslucenza e di una morbidezza di superficie che gli intenditori consideravano superiori.

È questa caratteristica a rendere le porcellane di Capodimonte del periodo originale immediatamente riconoscibili e molto ricercate dai collezionisti.

Il Salottino di porcellana

L'opera più straordinaria della manifattura è il Salottino di Porcellana, realizzato tra il 1757 e il 1759 per la reggia di Portici: una stanza intera — pareti, soffitto, lampadario — interamente rivestita di oltre tremila pezzi di porcellana, con decorazioni in stile cineseria.

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Fu smontato e ricomposto, ed è oggi visibile al Museo di Capodimonte. È uno degli ambienti più singolari d'Europa.

La fine, e la ripresa

Nel 1759 Carlo diventa re di Spagna e porta con sé maestranze, modelli e attrezzature, fondando la manifattura del Buen Retiro a Madrid. La fabbrica napoletana chiude.

Il figlio Ferdinando IV la riaprirà nel 1771 come Real Fabbrica Ferdinandea, con una produzione diversa, più neoclassica, attiva fino all'inizio dell'Ottocento.

Come distinguere l'originale

Le porcellane del periodo Carlo portano il marchio del giglio borbonico impresso o dipinto in blu. Sono pezzi da museo e da asta, non oggetti che si trovano nei negozi.

Quello che oggi si vende come «Capodimonte» è in gran parte produzione successiva o contemporanea, di manifatture campane che ne continuano lo stile — cosa perfettamente legittima, ma tecnicamente diversa.

Dove vederle

Il Museo di Capodimonte ha la collezione più importante, con il Salottino. Il Museo Duca di Martina alla Villa Floridiana, al Vomero, conserva una raccolta di arti decorative con porcellane europee e orientali di grande interesse — ed è uno dei musei meno affollati della città.

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