L'arco è stretto e basso, e dietro c'è una strada larga tre metri con i banchi di libri appoggiati ai muri da entrambi i lati. Volumi usati, edizioni scolastiche, romanzi scompagnati, qualche cosa di raro in mezzo a molta carta comune. Si vendono libri qui da prima che esistesse l'Italia.
Port'Alba fu aperta nel 1625 per volere del viceré Antonio Álvarez de Toledo, duca d'Alba, da cui il nome. Serviva a collegare la città al largo del Mercatello, oggi piazza Dante.
Sopra l'arco c'è la statua di San Gaetano. È l'unica porta cittadina che si attraversa come una strada normale, ed è per questo la più viva.
La vendita di libri in questa zona è documentata dal Settecento. La vicinanza all'università e ai conventi creava la domanda; la strada, coperta e stretta, offriva il riparo per i banchi.
Per due secoli è stato il centro del commercio librario napoletano: libri nuovi, usati, antichi, stampe, editoria clandestina nei periodi in cui serviva.
La situazione è a metà. Alcune librerie storiche resistono e lavorano bene, altre hanno chiuso negli ultimi anni sotto la pressione degli affitti e del commercio online.
I banchi dell'usato ci sono ancora, e restano il posto migliore in città per trovare edizioni fuori catalogo, libri su Napoli e manualistica scolastica a poco.
Libri su Napoli — storia locale, dialetto, fotografia d'epoca, guide antiche. È la sezione più interessante e quella che altrove non esiste.
Editoria scolastica usata, che è il motore economico della strada da generazioni.
Stampe e cartoline d'epoca, in alcuni banchi.
Piazza Bellini, a cinquanta metri, con le mura greche scoperte al centro e i tavolini attorno: è il salotto all'aperto degli studenti universitari.
Piazza Dante, dall'altra parte dell'arco, con l'emiciclo settecentesco di Vanvitelli.
E il Conservatorio di San Pietro a Majella, a pochi passi, che conserva uno degli archivi musicali più importanti d'Europa.
La mattina e il primo pomeriggio, nei giorni di scuola, quando i banchi sono tutti aperti. La domenica gran parte è chiusa.