La regola non scritta di Napoli è questa: la bellezza non sta in facciata. Sta dietro, in un cortile che dalla strada non si vede, dove qualcuno stende i panni sotto una scala di trecento anni fa. Spingi un portone socchiuso e ti trovi dentro qualcosa che in un'altra città sarebbe un museo con la fila all'ingresso.
Rione Sanità, via dei Vergini 19. La celebre scala «ad ali di falco» del 1738, attribuita a Ferdinando Sanfelice: due rampe che si aprono e richiudono su cinque livelli di archi bianchi.
Accesso libero al cortile. È un condominio abitato: si guarda con lo stesso rispetto che si userebbe in casa d'altri.
Poco distante, via Arena della Sanità 6. È la casa che Sanfelice costruì per sé nel 1726, con la doppia scala aperta che porta il suo nome. Le condizioni sono più segnate del tempo, e proprio per questo l'effetto è più forte.
Via San Biagio dei Librai, nel cuore di Spaccanapoli. Cortile rinascimentale cinquecentesco con un giardino pensile che dalla strada non si immagina.
L'eccezione a pagamento di questo elenco, e vale il biglietto: il chiostro maiolicato settecentesco di Domenico Antonio Vaccaro, con pilastri e sedili rivestiti di piastrelle dipinte a scene di vita quotidiana e paesaggi.
Ingresso dalla chiesa, in mezzo alla strada dei presepi. Un giardino silenzioso con una fontana barocca, a dieci metri dalla via più affollata del centro storico.
Il contrasto tra il rumore fuori e il silenzio dentro è la ragione principale per entrarci.
Dove insegnò Tommaso d'Aquino e dove fu processato Giordano Bruno. La sala del Capitolo conserva ancora la memoria di quel processo.
Se il portone è aperto, si entra; se è chiuso, non si suona. Non si sale ai piani, non si fotografano le finestre delle case, non si fa rumore.
Molti di questi edifici sono abitati da famiglie che convivono ogni giorno con i visitatori. La differenza tra un ospite e un intruso sta tutta in questi dettagli.
Parti da piazza Cavour, sali ai Vergini per Palazzo dello Spagnolo, prosegui a Palazzo Sanfelice, scendi verso il Duomo, imbocca via San Biagio dei Librai per Palazzo Marigliano, e chiudi con il chiostro di San Gregorio Armeno.
Tutto a piedi, quasi tutto gratuito, e nessuna coda.