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Le porte di Napoli: quelle rimaste e quelle sparite — Napoli che non conosci
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Le porte di Napoli: quelle rimaste e quelle sparite

📍 Napoli che non conosci Sei porte superstiti · un itinerario

Ci passi in motorino, ci giri attorno in autobus, aspetti il verde sotto un arco alto dieci metri che ha cinquecento anni. Le porte di Napoli sono rimaste in mezzo alla strada, letteralmente: la città le ha inglobate senza fermarsi, e adesso stanno lì come scogli in un fiume.

Perché esistevano

Napoli è stata una città murata fino all'Ottocento. Le mura greche del IV secolo a.C. furono ampliate dagli angioini e poi dagli aragonesi, e ogni ampliamento spostava le porte più in là.

Servivano a difendere, ma soprattutto a controllare: chi entrava pagava il dazio sulle merci. Le porte erano dogane, non solo passaggi.

Porta Capuana

La più bella. Costruita nel 1484 su progetto di Giuliano da Maiano, con l'arco di trionfo in marmo bianco incastonato tra due torri di piperno chiamate Onore e Virtù.

È rinascimentale toscano in piena Napoli aragonese, e il contrasto tra il marmo chiaro e la pietra scura è lo stesso gioco del Maschio Angioino.

Attorno c'è il mercato di Porta Capuana, uno dei più popolari della città.

Porta Nolana

Quattrocentesca, con due torri cilindriche — la Fede e la Speranza — e un bassorilievo di Ferdinando I d'Aragona a cavallo sopra l'arco.

Dà il nome al mercato del pesce più famoso di Napoli, che le si stringe attorno ogni mattina.

Port'Alba

Aperta nel 1625 per volere del viceré Antonio Álvarez de Toledo, duca d'Alba. È diversa da tutte le altre: stretta, urbana, e attraversarla significa entrare nella strada dei librai.

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Sotto l'arco e lungo la via ci sono banchi di libri usati da secoli. Sopra, la statua di San Gaetano.

Porta San Gennaro

La più antica delle superstiti, spostata nella posizione attuale nel Quattrocento. Sopra l'arco c'è un affresco di Mattia Preti, dipinto nel 1656 come ex voto per la fine della peste.

Preti dipinse a fresco diverse porte della città in quell'occasione. Questo è quasi l'unico resto di quel ciclo.

Porta Medina e Porta del Carmine

Porta Medina, del 1640, sta vicino a Montesanto. Porta del Carmine, verso il mare, conserva parte della struttura ma è stata pesantemente rimaneggiata.

Quelle che non ci sono più

Molte furono demolite tra Ottocento e Novecento per far passare le strade nuove. Restano i nomi: Porta di Massa, oggi una strada e una sede universitaria. Porta Reale, sparita nel Risanamento.

È il destino delle porte in tutte le città che crescono: prima diventano inutili, poi diventano un ostacolo, poi diventano un nome.

Un itinerario di due ore

Parti da Porta Capuana, scendi a Porta Nolana e attraversa il mercato, risali verso Porta del Carmine e poi, con la metropolitana, chiudi a Port'Alba e Porta San Gennaro.

Sono tutte all'aperto, gratuite, visibili a qualsiasi ora. Il mercato però è mattutino: parti presto.

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