Le scale di Napoli: un itinerario a piedi
Napoli è costruita su una collina che precipita sul mare, e per secoli l'unico modo di salire e scendere sono state le scale. Ce ne sono più di duecento, scavate nel tufo o costruite a rampe, alcune larghe come strade, altre strette come corridoi. Percorrerle significa attraversare quartieri che non si toccano mai, uno sopra l'altro.
Perché esistono
Il dislivello tra il centro e la collina del Vomero supera i duecento metri. Prima delle funicolari — la prima è del 1889 — l'unico collegamento erano le gradonate, molte delle quali già presenti in età vicereale.
Non erano scorciatoie: erano le strade principali. Attorno a esse si sono formati interi quartieri.
La Pedamentina a San Martino
La più celebre. Circa quattrocento gradini che collegano la Certosa di San Martino al Corso Vittorio Emanuele, costruita nel Trecento insieme alla Certosa stessa per portarci i materiali.
Si percorre in discesa in venti minuti. A metà si attraversa un tratto di orti e case basse che sembra campagna.
Le Rampe del Petraio
Un sistema di scale e vicoli che collega Chiaia al Vomero, tra ville liberty, giardini privati e scorci sul golfo che si aprono all'improvviso.
È il percorso più elegante e il meno faticoso: ci sono molti pianerottoli dove fermarsi.
La Salita Moiariello
Sale verso Capodimonte e l'Osservatorio Astronomico. Meno battuta, più ripida, con una vista che guarda la città dall'alto in modo diverso: da nord, non da ovest.
Le Scale di Montesanto
Collegano Montesanto al Corso Vittorio Emanuele passando accanto al Cimitero delle Fontanelle e al rione Sanità. Sono le più popolari e le più vive: qui la scala è ancora una strada in cui la gente abita.
Come costruire il percorso
Un giro completo di circa tre ore: sali al Vomero con la funicolare Centrale fino a piazza Fuga o con la Linea 1 fino a Vanvitelli (quella di Montesanto è chiusa dal 15 maggio 2026 per la revisione ventennale), visita Castel Sant'Elmo e San Martino, scendi dalla Pedamentina fino al Corso Vittorio Emanuele, prosegui a piedi verso Montesanto e chiudi alla Pignasecca.
Alla fine avrai attraversato quattro quartieri completamente diversi senza mai prendere un mezzo.
Consigli pratici
Sempre in discesa: salire quattrocento gradini d'estate a Napoli non è un'esperienza, è un errore. Scarpe con suola aderente: i gradini di piperno sono levigati dall'uso e scivolano.
Alcune scalinate sono poco illuminate: evita il dopo tramonto se sei da solo. E porta acqua, perché fontanelle lungo il percorso ce ne sono poche.