C'è un punto di Napoli in cui la città finisce e comincia qualcos'altro, e ci si arriva a piedi dal lungomare senza accorgersene. Si attraversa un ponte corto, si passa sotto un arco, e improvvisamente non si è più in una metropoli da un milione di persone: si è in un porticciolo con le barche a secco, i gatti, e il rumore dell'acqua contro gli scogli.
Il Borgo Marinari sta sull'isolotto di Megaride, ed è il posto dove questa città è letteralmente cominciata.
Secondo la tradizione fu qui che approdarono i primi coloni greci, e da qui che la storia si mosse verso l'alto fino a diventare Partenope e poi Neapolis. La leggenda della sirena spiaggiata su questo scoglio è leggenda, e come tale va presa — ma la posizione strategica dell'isolotto è un fatto verificabile, ed è la ragione per cui gli insediamenti cominciano da lì.
Chi vuole la storia per intero, separata bene fra documento e racconto, la trova in il mito di Partenope e in la leggenda di Partenope.
Sopra c'è Castel dell'Ovo, la fortezza più antica della città, che si visita gratuitamente e da cui si vede uno dei panorami migliori del golfo. Sotto, addossato alla roccia, c'è il borgo: una manciata di edifici bassi, un circolo nautico storico, le barche, e i ristoranti affacciati sull'acqua.
Sui ristoranti va detta la verità, perché è un posto che vive di posizione: si paga il panorama, e la qualità è molto variabile. Non facciamo elenchi di nomi — cambiano, e un elenco scritto oggi è sbagliato entro un anno — ma le pagine che si aggiornano ci sono: i ristoranti quartiere per quartiere.
Al tramonto, senza esitazione. Il sole cala dietro Posillipo e il Vesuvio si accende sull'altro lato: è uno dei pochissimi punti di Napoli in cui si vedono tutte e due le cose nello stesso momento.
La mattina presto è l'altra ora buona, ed è quella in cui il borgo è ancora un porto e non una cartolina: i pescatori ci sono davvero, e le barche non sono arredamento.
A piedi dal lungomare di via Partenope, che è la passeggiata che parte da Mergellina e arriva fin qui. Nessun biglietto, nessun orario, nessuna coda: è uno dei pochi posti straordinari di questa città che non chiedono niente in cambio.