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I tunnel e i ponti: come Napoli ha risolto la sua geografia — Napoli che non conosci
Blog · Luoghi nascosti

I tunnel e i ponti: come Napoli ha risolto la sua geografia

📍 Napoli che non conosci Dal I secolo a.C. a oggi

Napoli è chiusa da tre parti: il mare davanti, le collina dietro, i Campi Flegrei di lato. Per duemila anni, ogni volta che ha avuto bisogno di andare da qualche parte, ha dovuto bucare una collina o scavalcare un vallone. Il risultato è che sotto e sopra la città ci sono opere di ingegneria di ogni epoca, e alcune si usano ancora tutti i giorni.

La Crypta Neapolitana

Il più antico. Un tunnel romano del I secolo a.C. che collegava Napoli ai Campi Flegrei attraverso la collina di Posillipo.

I napoletani medievali non credevano che l'avessero fatto gli uomini: la leggenda l'attribuiva a Virgilio mago, che l'avrebbe aperto in una notte.

Si trova nel Parco Vergiliano a Piedigrotta, gratuito, dove ci sono anche la cosiddetta tomba di Virgilio e quella di Giacomo Leopardi.

La Grotta di Seiano

Altro tunnel romano, quasi ottocento metri scavati nel tufo, che portava alla villa imperiale del Pausilypon. Riscoperto e restaurato nell'Ottocento per volere di Ferdinando II.

Si attraversa a piedi, con guida, per raggiungere il parco archeologico. È gratuito ma va prenotato.

Il ponte della Sanità

Costruito nel 1809 per volere di Gioacchino Murat, che voleva raggiungere Capodimonte rapidamente senza attraversare il rione Sanità.

Il ponte passa sopra il quartiere. È l'origine documentata dell'isolamento della Sanità: da allora chi andava a Capodimonte non ci passava più in mezzo, ci passava sopra. Un'opera di ingegneria che ha cambiato la sorte sociale di un quartiere.

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La Galleria Borbonica

Il tunnel voluto da Ferdinando II nel 1853 come via di fuga dal Palazzo Reale verso il mare, dopo i moti del 1848. Mai completato.

Diventò rifugio antiaereo e poi deposito giudiziario: dentro ci sono ancora automobili e moto degli anni Quaranta e Cinquanta. Si visita.

Le gallerie moderne

La Galleria Laziale, la Galleria della Vittoria, i tunnel di Posillipo: la Napoli del Novecento ha continuato a bucare. Sono opere di traffico, non monumenti, ma seguono la stessa logica.

Il ponte di Chiaia

Del Seicento, con il rifacimento ottocentesco. Collega Pizzofalcone a Chiaia passando sopra via Nicotera. Ci si passa sotto in mille senza notarlo.

Un itinerario

Parco Vergiliano (Crypta e le tombe) → MergellinaGalleria Borbonica a Chiaia → ponte di Chiaia → e in un altro giorno la Grotta di Seiano verso il Pausilypon.

Due dei cinque sono gratuiti; tutti richiedono di verificare orari e prenotazioni.

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Il giorno in cui un dirigibile sorvolò Napoli Alle 13:30 di un giorno di novembre del 1909 la città si svuotò nelle strade per guardare in alto. Il percorso è registrato in un documento ufficiale, via per via. Le due balene di Napoli, a centoquarantaquattro anni di distanza Nel 1877 gli scienziati napoletani litigarono su uno scheletro di balena. Nel 2021 una balenottera di ventitré metri fu portata al molo San Vincenzo. Due storie, lo stesso museo. L'elefante di Carlo di Borbone: il 1742 in cui Napoli si fermò a guardare Arrivò dall'Oriente, sfilò per la città, debuttò al San Carlo in un'opera di Metastasio e morì a Portici. Il suo scheletro è ancora a Napoli, e si può andare a vedere.
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