I tunnel e i ponti: come Napoli ha risolto la sua geografia
Napoli è chiusa da tre parti: il mare davanti, le collina dietro, i Campi Flegrei di lato. Per duemila anni, ogni volta che ha avuto bisogno di andare da qualche parte, ha dovuto bucare una collina o scavalcare un vallone. Il risultato è che sotto e sopra la città ci sono opere di ingegneria di ogni epoca, e alcune si usano ancora tutti i giorni.
La Crypta Neapolitana
Il più antico. Un tunnel romano del I secolo a.C. che collegava Napoli ai Campi Flegrei attraverso la collina di Posillipo.
I napoletani medievali non credevano che l'avessero fatto gli uomini: la leggenda l'attribuiva a Virgilio mago, che l'avrebbe aperto in una notte.
Si trova nel Parco Vergiliano a Piedigrotta, gratuito, dove ci sono anche la cosiddetta tomba di Virgilio e quella di Giacomo Leopardi. La galleria però non si attraversa: è chiusa da fine Ottocento per problemi di statica, e dal parco se ne vede solo l'imbocco.
La Grotta di Seiano
Altro tunnel romano, quasi ottocento metri scavati nel tufo, che portava alla villa imperiale del Pausilypon. Riscoperto e restaurato nell'Ottocento per volere di Ferdinando II.
Si attraversa a piedi, con guida, per raggiungere il parco archeologico. È gratuito ma va prenotato.
Il ponte della Sanità
Avviato tra il 1806 e il 1807 sotto Giuseppe Bonaparte e completato nel 1809 sotto Gioacchino Murat, per raggiungere Capodimonte rapidamente senza attraversare il rione Sanità.
Il ponte passa sopra il quartiere. È l'origine documentata dell'isolamento della Sanità: da allora chi andava a Capodimonte non ci passava più in mezzo, ci passava sopra. Un'opera di ingegneria che ha cambiato la sorte sociale di un quartiere.
La Galleria Borbonica
Il tunnel voluto da Ferdinando II nel 1853 come via di fuga dal Palazzo Reale verso il mare, dopo i moti del 1848. Mai completato.
Diventò rifugio antiaereo e poi deposito giudiziario: dentro ci sono ancora automobili e moto degli anni Quaranta e Cinquanta. Si visita.
Le gallerie moderne
La Galleria Laziale, la Galleria della Vittoria, i tunnel di Posillipo: la Napoli del Novecento ha continuato a bucare. Sono opere di traffico, non monumenti, ma seguono la stessa logica.
Il ponte di Chiaia
Del Seicento, con il rifacimento ottocentesco. Collega la collina di Pizzofalcone alla zona di San Carlo alle Mortelle scavalcando via Chiaia: sopra corre via Nicotera, sotto la strada dello shopping. Ci si passa sotto in mille senza notarlo.
Un itinerario
Parco Vergiliano (l'imbocco della Crypta e le tombe) → Mergellina → Galleria Borbonica a Chiaia → ponte di Chiaia → e in un altro giorno la Grotta di Seiano verso il Pausilypon.
Due dei cinque sono gratuiti; tutti richiedono di verificare orari e prenotazioni.