Ci sono città che hanno un lungomare e città che sono il loro lungomare. Napoli sta nel mezzo: il centro le volta le spalle, ma basta scendere a Chiaia perché tutto si apra sul golfo, con il Vesuvio da una parte e Posillipo dall'altra. Questa è la passeggiata classica, da Mergellina fino al Borgo Marinari ai piedi di Castel dell'Ovo, raccontata tappa per tappa.
Dal porticciolo di Mergellina al Borgo Marinari sono poco meno di tre chilometri, quasi tutti in piano. A passo tranquillo e senza soste servono fra i quaranta minuti e l'ora. Con le soste e una puntata in Villa Comunale ci si sta un pomeriggio. Conviene farla in questo verso, da ovest a est, nel tardo pomeriggio: si cammina con il Vesuvio davanti e il sole alle spalle.
Si parte da Mergellina, dove c'è il porticciolo dei pescherecci e delle barche da diporto, l'attracco degli aliscafi e la stazione della funicolare che sale a Posillipo. Ci si arriva con la Linea 2 o la Linea 6 della metropolitana. Da qui la vista verso est è quella da cartolina: la curva del golfo, Castel dell'Ovo in fondo, il Vesuvio dietro.
Subito dopo comincia via Caracciolo, il tratto più lungo, con la scogliera da un lato e la Villa Comunale dall'altro. A metà strada c'è la Rotonda Diaz, lo slargo sul mare con il monumento equestre al generale Armando Diaz. È il punto in cui ci si ferma, perché il marciapiede si allarga e il mare è vicinissimo. Fra Mergellina e la Rotonda c'è anche la piccola spiaggia della Mappatella, frequentata d'estate dai napoletani.
Parallela a via Caracciolo corre la Villa Comunale, il giardino pubblico voluto dai Borbone: circa undici ettari secondo il Comune, con ingressi principali da piazza Vittoria e piazza della Repubblica e varchi lungo via Caracciolo e la Riviera di Chiaia. L'ingresso è libero. Il Comune indica l'apertura dalle 7 alle 21 da settembre a febbraio e da marzo a giugno, fino a mezzanotte a luglio e agosto. Dentro c'è la Stazione Zoologica Anton Dohrn, con l'acquario storico, e il museo Darwin-Dohrn. È anche il posto migliore per sedersi all'ombra: le panchine dei viali sono la sosta più comoda del percorso.
Si esce dalla Villa a piazza Vittoria e si prosegue su via Partenope. È la parte del lungomare costruita sul mare: secondo il Comune, la via e il nuovo Borgo Santa Lucia nascono dalla colmata cominciata nel 1869, che spostò la costa in avanti verso Castel dell'Ovo. Qui la passeggiata si fa più urbana, con alberghi e tavolini, e la scogliera resta a portata di mano per sedersi a guardare il mare.
Alla fine di via Partenope un ponte porta sull'isolotto di Megaride, dove ci sono Castel dell'Ovo e il Borgo Marinari. Una cosa da sapere: secondo il sito del Comune il castello è chiuso al pubblico per lavori di ristrutturazione fino a data da destinarsi. Il Borgo invece si attraversa liberamente, con il porticciolo e i locali. È la fine naturale della passeggiata, e ne abbiamo scritto in Il Borgo Marinari, l'isola dentro la città e nella giornata al Borgo Marinari.
Dal 2012 buona parte di via Caracciolo e via Partenope è chiusa alle auto, e la stampa l'ha ribattezzata «lungomare liberato». Il regime però non è fisso: cambia con eventi, lavori e ordinanze. Durante la regata preliminare dell'America's Cup, dal 21 al 27 settembre 2026, il transito è stato vietato del tutto, e altri dispositivi sono attesi per le regate del 2027. Prima di andarci in auto o in motorino, controlla le ordinanze sul sito del Comune. Per la passeggiata a piedi, comunque, il problema non si pone. Sulle regate c'è la nostra sezione America's Cup.
Dove sedersi: le panchine della Villa Comunale, la Rotonda Diaz, la scogliera di via Partenope. Bagni pubblici: pochi, si finisce nei bar. Vento: d'inverno sul lungomare tira più che in centro, e con la mareggiata le onde arrivano sul marciapiede di via Caracciolo. Al ritorno: dal Borgo Marinari si risale verso piazza del Plebiscito a piedi in pochi minuti, e da lì si prende la metropolitana a Municipio o a Toledo.
Se ti piace camminare, il passo successivo sono le salite: le scale di Napoli portano dal mare alle colline.