
Foto: Anna.Massini · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
C'è un numero che a Napoli si guarda più del meteo, ed è quello scritto in rosso sopra le pompe. In queste settimane si legge con un certo fastidio: la benzina sopra i due euro, il gasolio vicino ai due e trenta. Ma quanto si paga davvero, qui, rispetto al resto d'Italia? Invece di riportare una media già fatta da altri, siamo andati alla fonte: ogni distributore italiano comunica i suoi prezzi al Ministero delle Imprese, che li pubblica ogni mattina come dati aperti.
Abbiamo preso i prezzi in vigore la mattina del 17 ottobre 2026 nei distributori stradali, in modalità self service: quasi ventimila impianti in tutta Italia, 1.602 in Campania. La media nazionale era di 2,029 euro al litro per la benzina e 2,255 per il gasolio. Divisa per aree, la differenza si vede subito:
Regione per regione, la Campania è la seconda più cara d'Italia per la benzina (2,061 euro) dopo la Basilicata (2,075), e la terza per il gasolio (2,281) dopo Basilicata e Calabria. Le più economiche sono la Liguria per la benzina (2,010) e il Lazio per il gasolio (2,233). Tradotto in un pieno da 50 litri: in Campania si spendono circa 2,50 euro in più che nella regione più conveniente. Non è una cifra che cambia la vita, ma si ripete a ogni pieno, per tutto l'anno.
C'è un altro modo di guardare lo stesso dato. In Liguria tre distributori su quattro (76%) vendevano la benzina self sotto i due euro; in Lombardia il 71%, nel Lazio il 69%, in Sicilia il 61%. In Campania appena il 40%. Per il gasolio la soglia dei 2,20 euro la rispettava il 33% degli impianti nel Lazio e solo il 14% in Campania.
Dentro la regione, la provincia di Napoli è la meno cara: benzina 2,052 e gasolio 2,273. Seguono Caserta (2,061 e 2,271), Benevento (2,067 e 2,294), Salerno e Avellino (entrambe 2,072 per la benzina, 2,293 e 2,291 per il gasolio). Nel solo comune di Napoli, dove i distributori sono più vicini fra loro, la media scende a 2,039 per la benzina e 2,262 per il gasolio.
Tre situazioni costano più della media, e conviene saperlo prima di partire.
La spiegazione più concreta, che i dati mostrano bene, riguarda il tipo di distributori che ci sono in Campania e il tetto ai prezzi deciso dalle grandi compagnie: l'abbiamo raccontata in perché al Sud la benzina costa di più. Le ragioni internazionali dei rincari, dalla guerra con l'Iran alle accise, sono in perché benzina e gasolio costano così tanto. E i modi pratici per spendere meno a Napoli sono in fare il pieno spendendo meno.
I prezzi vengono dagli open data del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (licenza IODL 2.0), estrazione del 17 ottobre 2026: un prezzo per ogni impianto e carburante, quello in vigore alle 8 del mattino. Abbiamo considerato solo gli impianti stradali (le autostrade a parte), in self service, scartando i valori palesemente sbagliati. Le medie sono semplici, cioè ogni distributore conta uno, indipendentemente da quanto vende. Abbiamo ripetuto il calcolo tenendo solo gli impianti che hanno aggiornato il prezzo dal 5 ottobre in poi: le cifre cambiano al massimo di un centesimo e la classifica resta la stessa.