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'O Cuorpo 'e Napule: la statua che Napoli scambiò per una madre

Un dio egiziano sdraiato in mezzo al centro storico, una testa perduta per secoli, una sfinge rapita e tornata dall'Austria. E una città che, guardando un vecchio barbuto, ci ha visto sé stessa che allatta i suoi figli.

La statua del dio Nilo in Largo Corpo di Napoli, illuminata di notte: un vecchio barbuto sdraiato con la cornucopia, un putto e la testa di sfinge
Il Nilo di notte, in Largo Corpo di Napoli. Il vecchio con la barba, la cornucopia, il bambino e la sfinge: per secoli i napoletani ci hanno visto una donna. Marco Ober · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
La statua del Nilo di giorno: il vecchio barbuto, il putto, la testa di sfinge e sotto l'iscrizione latina che cita gli alessandrini
Di giorno, tra i balconi con i gerani. Sotto, l'iscrizione: «ab Alexandrinis olim, ut fama est». Come si dice, appunto. Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Fotografia d'epoca della statua del Nilo in Largo Corpo di Napoli nella prima metà del Novecento, con un'insegna dell'Istituto Carducci e uno striscione di svendita
Largo Corpo di Napoli nella prima metà del Novecento: la statua ha ancora tutti i suoi bambini e la sfinge ha la sua testa. Dietro, una svendita per ritiro dal commercio. Certe cose a Napoli non cambiano. Autore sconosciuto · Public domain · Wikimedia Commons