Per mille anni, se chiedevi a un napoletano chi fosse Virgilio, non ti rispondeva «il poeta dell'Eneide». Ti rispondeva che era il mago che aveva protetto la città, e ti indicava i punti dove aveva lasciato i suoi incantesimi. Uno di quei punti si vede ancora dal lungomare: è il castello che galleggia sullo scoglio, e dentro le sue fondamenta — dicono — c'è un uovo.
Publio Virgilio Marone visse a lungo a Napoli, dove compose parte delle Georgiche, e volle esservi sepolto: la sua tomba, secondo la tradizione, si trova nel parco che oggi porta il suo nome, a Piedigrotta.
Nel Medioevo la sua fama di poeta si trasformò in fama di negromante. Nell'immaginario popolare Virgilio diventò il protettore soprannaturale di Napoli, autore di una serie di talismani che tenevano lontani i mali della città.
La trasformazione è documentata: cronisti come Corrado di Querfurt, cancelliere imperiale che passò da Napoli attorno al 1194, e Gervasio di Tilbury riportano queste credenze come cose che i napoletani raccontavano correntemente.
Il talismano più celebre. Virgilio avrebbe nascosto un uovo dentro un'ampolla di vetro, chiusa in una gabbia di ferro, murata nelle fondamenta del castello sull'isolotto di Megaride: finché l'uovo resta intatto, Napoli resta in piedi.
Il castello ne prese il nome — Castel dell'Ovo — e la leggenda fu presa così sul serio che nel Trecento, dopo un crollo di parte della struttura, la regina Giovanna I dovette dichiarare pubblicamente di aver fatto sostituire l'uovo, per calmare la città in preda al panico.
La tradizione ne elencava molti. Una mosca di bronzo posta su una porta della città, che avrebbe tenuto lontani gli insetti. Un cavallo di bronzo che guariva i cavalli malati, e che secondo il racconto fu poi fuso per farne una campana del Duomo.
E la Porta Nolana con le due torri, dove si diceva che Virgilio avesse posto pietre magiche capaci di condizionare la sorte di chi vi passava sotto.
Nessuno di questi oggetti è mai stato trovato, e nessuno lo cerca più. Ma il nome del castello è rimasto, il parco della tomba di Virgilio si visita gratuitamente, e l'idea che questa città sia tenuta insieme da qualcosa di fragile — un uovo dentro un'ampolla — è una delle metafore più belle che Napoli abbia prodotto su sé stessa.
Chi vuole vedere i luoghi: Castel dell'Ovo ha ingresso libero e terrazze panoramiche; il Parco Vergiliano a Piedigrotta, dove si trovano il colombario detto tomba di Virgilio e la tomba di Giacomo Leopardi, è gratuito e quasi sempre deserto.