Il paese nato da una sorgente d'acqua, tra il Vesuvio e la periferia nord-orientale di Napoli.
Volla è un comune a sé della città metropolitana di Napoli, confinante direttamente con il capoluogo: circa 26.000 abitanti su 6,2 chilometri quadrati, tra il versante vesuviano e l'area nord-orientale di Napoli, nella zona dove ancora si può seguire il corso del fiume Sebeto.
Il nome deriva da un'antica e famosa sorgente d'acqua, chiamata nei documenti medievali Bulla o Bolla: l'acqua che ne sgorgava si divideva in un piccolo fiume e in un corso sotterraneo, in un territorio che per secoli restò largamente paludoso. Nel 1263 Carlo I d'Angiò avviò le prime opere di bonifica, proseguite poi dagli Aragonesi.
Nel 1644 il territorio di Volla faceva parte, insieme a Cercola, dell'unico "Casale di San Sebastiano al Vesuvio". Un primo tentativo di rendersi comune autonomo, nel 1866, fu respinto dal prefetto. Volla ottenne l'autonomia solo il 29 aprile 1953, dopo che il dopoguerra e la bonifica quasi totale delle zone paludose ne permisero lo sviluppo urbano.
Il territorio conserva il ricordo delle sue origini rurali nelle frazioni di Caravita, Monteoliveto e Lufrano. Il patrono è san Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre, ma la devozione popolare più sentita è quella per sant'Antonio da Padova, radicata nella comunità agricola dal 1946.
Volla non ha una propria stazione ferroviaria: è collegata al centro di Napoli e alle vicine stazioni della Circumvesuviana di Cercola e San Giorgio a Cremano con le linee di autobus EAV.
Elenco geolocalizzato da OpenStreetMap: le attività che ricadono entro 1,3 km dal centro del quartiere.