L'isola che Augusto volle per sé e Tiberio scelse per governare l'impero da lontano: oggi Faraglioni, boutique e motoscafi.
Capri non è un quartiere di Napoli, e non è nemmeno un solo comune: è un'isola del golfo divisa amministrativamente in due comuni distinti, Capri e Anacapri, entrambi parte della città metropolitana di Napoli ma governati da sindaci e municipi propri. Insieme contano poco più di dodicimila abitanti su appena dieci chilometri quadrati di roccia calcarea, e si raggiungono da Napoli solo via mare — aliscafo o traghetto dal Molo Beverello, circa quaranta minuti di navigazione.
La storia scritta dell'isola comincia nel 29 a.C., quando Ottaviano — non ancora Augusto — sbarcò a Capri tornando dall'Oriente e, secondo il racconto tramandato da Svetonio, interpretò la rinascita di un'antica quercia come un segno favorevole. Da quel momento separò l'isola dalla giurisdizione di Napoli, sottoponendola direttamente a Roma. Fu però Tiberio, il suo successore, a legare per sempre il proprio nome a Capri: qui si ritirò a governare l'impero negli ultimi anni di vita, dalla sua residenza di Villa Jovis, i cui resti si visitano ancora oggi sul punto più alto dell'isola.
Capri (comune) conta circa 6.700 abitanti, si sviluppa su 4 chilometri quadrati a un'altitudine di 142 metri, e ha come patrono san Costanzo, festeggiato il 14 maggio. Anacapri, separata amministrativamente dal 1946, sta invece a 275 metri sul versante del Monte Solaro — il nome viene dal greco ana-, "sopra" — ha circa 6.700 abitanti su 6,4 chilometri quadrati, un carattere più rurale e silenzioso del centro turistico di Capri, e come patrono sant'Antonio di Padova, il 13 giugno.
I Faraglioni, i tre scogli che sono diventati il simbolo dell'isola, e la Grotta Azzurra, cavità marina resa celebre nell'Ottocento dal riflesso di luce turchese sull'acqua, restano le tappe più fotografate. Ad Anacapri, Villa San Michele — costruita dallo scrittore e medico svedese Axel Munthe sopra i resti di un antico convento — e il Monte Solaro, raggiungibile in seggiovia e punto più alto dell'isola con vista sui golfi di Napoli e Salerno, offrono il lato meno affollato di Capri.
Aliscafi e traghetti collegano Capri a Napoli (Molo Beverello e Calata Porta di Massa) e a Sorrento tutto l'anno, con corse più frequenti da aprile a ottobre. Non ci sono collegamenti aerei: il mare resta l'unico modo per arrivarci.
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