Uno dei comuni più piccoli della città metropolitana, sulle pendici del Vesuvio: qui la lava è arrivata l'ultima volta nel 1944.
San Sebastiano al Vesuvio è un comune a sé della città metropolitana di Napoli, confinante direttamente con il capoluogo: appena 2,65 chilometri quadrati e circa 8.500 abitanti, uno dei territori comunali più piccoli e densi della zona, quasi del tutto assorbito nell'agglomerato urbano di Napoli.
Nel 1644 il territorio di San Sebastiano, insieme a quelli delle attuali Volla e Cercola, formava un unico "Casale di San Sebastiano al Vesuvio", uno dei 35 casali della città di Napoli, donato dal re di Spagna Filippo IV a Donna Giulia Brancaccio. San Sebastiano divenne comune autonomo nel 1863; Volla si separò solo nel 1953.
Il 18 marzo 1944 il Vesuvio ebbe la sua ultima eruzione. Una colata lavica investì e distrusse parzialmente San Sebastiano e la vicina Massa di Somma, fermandosi a poca distanza da Cercola: circa 12.000 persone furono evacuate e trasferite temporaneamente a Portici. Da allora il vulcano è quiescente, ma resta classificato come attivo e costantemente monitorato.
Il comune rientra nel Parco Nazionale del Vesuvio e ne è uno dei punti di accesso. Il Santuario Diocesano di San Sebastiano Martire, dedicato al patrono e ricostruito dopo i danni delle eruzioni. Il patrono è san Sebastiano, festeggiato il 20 gennaio.
San Sebastiano al Vesuvio non ha una propria stazione ferroviaria: è raggiungibile in auto o con gli autobus che lo collegano alle vicine stazioni della Circumvesuviana di Ercolano e San Giorgio a Cremano, a pochi minuti dal centro di Napoli.
Elenco geolocalizzato da OpenStreetMap: le attività che ricadono entro 0,9 km dal centro del quartiere.