La più piccola e meno turistica delle isole del golfo: case colorate, pescatori, e la Capitale della Cultura del 2022.
Procida è un comune a sé, un'isola del golfo di Napoli con poco più di novemila abitanti su appena 3,7 chilometri quadrati — la più piccola e, fino a pochi anni fa, la meno conosciuta delle tre isole napoletane. Fa parte del suo territorio anche Vivara, un isolotto disabitato di 0,4 chilometri quadrati oggi riserva naturale, collegato a Procida da una passerella pedonale.
Procida ha origine interamente vulcanica: nacque dalle eruzioni di almeno quattro diversi crateri, databili tra 55.000 e 17.000 anni fa. Fu colonizzata dai Greci intorno all'VIII secolo a.C. e, in epoca successiva, dai Romani, che la usarono come luogo di villeggiatura affacciato sul golfo di Pozzuoli.
Nel Medioevo l'isola fu a lungo controllata dalla famiglia Da Procida, che vi mantenne il potere per oltre due secoli, e sviluppò nei secoli successivi una solida tradizione marinara: i procidani sono stati per generazioni pescatori e naviganti, un'identità che si legge ancora nell'architettura del porto vecchio.
Terra Murata è il borgo più antico dell'isola, fortificato in epoca medievale sul punto più alto (91 metri). Ai suoi piedi si apre Marina Corricella, il porto di pescatori con le case colorate diventato l'immagine più riconoscibile di Procida, mentre Chiaiolella, sul lato meridionale, ospita il porto turistico.
Il 18 gennaio 2021 Procida è stata designata Capitale italiana della cultura per il 2022, prima isola in Italia a ricevere questo riconoscimento: nel corso di quell'anno l'isola ha registrato circa 600.000 sbarchi. Il patrono è san Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre e l'8 maggio.
Aliscafi e traghetti collegano Procida a Napoli (Calata Porta di Massa) e, con traversate più brevi, a Pozzuoli.
Elenco geolocalizzato da OpenStreetMap: le attività che ricadono entro 1,8 km dal centro del quartiere.