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Chi lavora sulla strada o sul mare non può scegliere il distributore più economico né lasciare il mezzo a casa. Per autotrasportatori, agricoltori e pescatori il gasolio non è una voce di spesa fra le altre: è il lavoro. Ed è da loro che, a metà ottobre, è partita la protesta che dal Sud è arrivata in Campania.
Dalla mezzanotte del 16 ottobre 2026 gli autotrasportatori hanno avviato presidi in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, con una mobilitazione prevista fino al 20 ottobre. In Campania i camion si sono concentrati ai caselli di Nola sull'A30, Caianello sull'A1 e Caserta Sud; presidi sono stati segnalati anche a Nocera-Pagani (A30) ed Eboli (A2), con una cinquantina di mezzi. La particolarità campana è la presenza, accanto ai camion, dei trattori agricoli.
Alla protesta partecipano sigle sindacali e comitati spontanei. In Campania hanno scritto alle istituzioni regionali Filt Cgil e Uiltrasporti; fra le sigle presenti c'è Usb Trasporti. Nelle altre regioni si segnalano distributori a secco nel Foggiano e nelle province di Cosenza e Catanzaro, e merci non ritirate al porto di Palermo. Il Ministero dei Trasporti ha convocato un tavolo per il 27 ottobre.
Secondo gli autotrasportatori, il prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione è salito di circa 35 centesimi al litro rispetto a febbraio, con un aggravio stimato di oltre ottomila euro in otto mesi per ogni mezzo pesante. Chiedono un prezzo calmierato o un carburante dedicato alla categoria, sul modello di quello agricolo. Il quadro generale lo dà l'Ufficio studi della CGIA di Mestre: nel 2026 il Sud spenderà per i carburanti 4 miliardi e 474 milioni in più rispetto al 2025 (+21,1%, sopra la media nazionale del 20,4%), e la Campania 1 miliardo e 68 milioni in più (+21,3%).
Quasi tutto quello che si compra a Napoli, dalla frutta al pesce ai materiali da costruzione, arriva su strada. Quanto del rincaro del gasolio finisca sui prezzi al dettaglio non è facile da misurare, e non diamo cifre che non abbiamo. Ma la protesta di questi giorni parla di margini che si assottigliano proprio in quei settori, autotrasporto, agricoltura e pesca, che al Sud pesano più che altrove.
I pescherecci vanno a gasolio, e il comparto è stato fra i primi a soffrire. A fine marzo la Regione Campania ha annunciato 900.000 euro per l'efficienza energetica della flotta, cioè per sostituire i motori con altri che consumano meno, dando la precedenza a soluzioni elettriche o ibride, e 500.000 euro per i giovani fra 18 e 40 anni che vogliono avviare un'attività nella pesca o nell'acquacoltura.
Perché il gasolio è salito più della benzina, e che cosa c'entrano Hormuz e la fine dello sconto sulle accise il 6 ottobre, lo spieghiamo in perché benzina e gasolio costano così tanto. Quanto costa oggi in Campania, distributore per distributore, è in i dati di 1.600 distributori.
La protesta in Campania: Nano TV e Sky TG24. Spesa per i carburanti: Ufficio studi CGIA di Mestre, in Quotidiano del Sud. Misure per la pesca: comunicato della Regione Campania del 28 marzo 2026.