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Cartolina d'epoca di Mergellina con barche di pescatori

Foto: CC0 · Wikimedia Commons

Attualità · Caro carburanti

Il caro gasolio ferma il Sud: tir ai caselli di Nola e Caianello, e accanto i trattori

📍 Caro carburanti 16-20 ottobre 2026 · i fatti e i numeri

Chi lavora sulla strada o sul mare non può scegliere il distributore più economico né lasciare il mezzo a casa. Per autotrasportatori, agricoltori e pescatori il gasolio non è una voce di spesa fra le altre: è il lavoro. Ed è da loro che, a metà ottobre, è partita la protesta che dal Sud è arrivata in Campania.

Cosa sta succedendo

Dalla mezzanotte del 16 ottobre 2026 gli autotrasportatori hanno avviato presidi in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, con una mobilitazione prevista fino al 20 ottobre. In Campania i camion si sono concentrati ai caselli di Nola sull'A30, Caianello sull'A1 e Caserta Sud; presidi sono stati segnalati anche a Nocera-Pagani (A30) ed Eboli (A2), con una cinquantina di mezzi. La particolarità campana è la presenza, accanto ai camion, dei trattori agricoli.

Alla protesta partecipano sigle sindacali e comitati spontanei. In Campania hanno scritto alle istituzioni regionali Filt Cgil e Uiltrasporti; fra le sigle presenti c'è Usb Trasporti. Nelle altre regioni si segnalano distributori a secco nel Foggiano e nelle province di Cosenza e Catanzaro, e merci non ritirate al porto di Palermo. Il Ministero dei Trasporti ha convocato un tavolo per il 27 ottobre.

Le ragioni, in numeri

Secondo gli autotrasportatori, il prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione è salito di circa 35 centesimi al litro rispetto a febbraio, con un aggravio stimato di oltre ottomila euro in otto mesi per ogni mezzo pesante. Chiedono un prezzo calmierato o un carburante dedicato alla categoria, sul modello di quello agricolo. Il quadro generale lo dà l'Ufficio studi della CGIA di Mestre: nel 2026 il Sud spenderà per i carburanti 4 miliardi e 474 milioni in più rispetto al 2025 (+21,1%, sopra la media nazionale del 20,4%), e la Campania 1 miliardo e 68 milioni in più (+21,3%).

Perché riguarda anche chi non guida un camion

Quasi tutto quello che si compra a Napoli, dalla frutta al pesce ai materiali da costruzione, arriva su strada. Quanto del rincaro del gasolio finisca sui prezzi al dettaglio non è facile da misurare, e non diamo cifre che non abbiamo. Ma la protesta di questi giorni parla di margini che si assottigliano proprio in quei settori, autotrasporto, agricoltura e pesca, che al Sud pesano più che altrove.

La pesca, già da marzo

I pescherecci vanno a gasolio, e il comparto è stato fra i primi a soffrire. A fine marzo la Regione Campania ha annunciato 900.000 euro per l'efficienza energetica della flotta, cioè per sostituire i motori con altri che consumano meno, dando la precedenza a soluzioni elettriche o ibride, e 500.000 euro per i giovani fra 18 e 40 anni che vogliono avviare un'attività nella pesca o nell'acquacoltura.

Per orientarsi

Perché il gasolio è salito più della benzina, e che cosa c'entrano Hormuz e la fine dello sconto sulle accise il 6 ottobre, lo spieghiamo in perché benzina e gasolio costano così tanto. Quanto costa oggi in Campania, distributore per distributore, è in i dati di 1.600 distributori.

Le fonti

La protesta in Campania: Nano TV e Sky TG24. Spesa per i carburanti: Ufficio studi CGIA di Mestre, in Quotidiano del Sud. Misure per la pesca: comunicato della Regione Campania del 28 marzo 2026.

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In Campania il pieno costa più che al Nord: i dati di 1.600 distributori La mattina del 17 ottobre 2026 la Campania era la seconda regione più cara d'Italia per la benzina e la terza per il gasolio. Abbiamo fatto i conti sui prezzi comunicati da ogni distributore al Ministero. Perché benzina e gasolio costano così tanto: Hormuz, accise e quel che resta La guerra con l'Iran e lo Stretto di Hormuz, il petrolio sopra i cento dollari, lo sconto sul gasolio finito il 5 ottobre. Che cosa c'è dentro un litro, euro per euro. Perché al Sud la benzina costa di più: la risposta è nei distributori In Campania un distributore su tre è una «pompa bianca», contro uno su otto nel resto d'Italia. E proprio quest'autunno le pompe bianche sono diventate le più care. I dati e una spiegazione.