
Foto: Tanzen80 · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Napoli non parte da zero. Nel 2012 e di nuovo nel 2013 la città ospitò due tappe delle America's Cup World Series, il circuito che accompagnava la Coppa, e quelle due settimane di aprile sono la ragione per cui oggi il golfo è la sede della 38ª edizione.
Si correva in AC45, catamarani di 45 piedi con ala rigida: barche piccole rispetto agli AC75 di oggi, e non ancora capaci di volare sui foil come quelle attuali. Il campo di regata era davanti al lungomare, fra Santa Lucia e Mergellina: lo stesso specchio d'acqua di adesso.
Luna Rossa si presentò con due barche, Piranha e Swordfish. Nel 2012 vinse la regata di flotta conclusiva e arrivò seconda nella finale di match race contro Oracle Team USA timonata da Tom Slingsby. Nel 2013 vinse di nuovo la flotta, con Francesco Bruni al timone di Swordfish, davanti a un pubblico che lo trattava da beniamino.
È il dato che ha convinto tutti: secondo le stime diffuse dall'organizzazione, nella terza giornata di regate del 2013 si radunarono lungo la costa oltre cinquecentomila persone, uno dei più grandi afflussi mai registrati nella storia della Coppa; sull'insieme delle due edizioni si è parlato di oltre un milione di spettatori. Sono numeri di parte organizzatrice, non conteggi verificati: vanno letti per quello che sono, ma l'ordine di grandezza lo vide chiunque fosse sul lungomare in quei giorni.
Le World Series dimostrarono due cose. La prima è che il golfo funziona come campo di regata: brezze regolari nel pomeriggio, fondali adeguati, e un anfiteatro naturale che mette il pubblico a poche centinaia di metri dalle barche. La seconda è che la città regge un evento di quella scala, purché la macchina dei trasporti e degli accessi tenga.
Fra quell'aprile e oggi la Coppa ha cambiato pelle due volte: prima i catamarani volanti, poi i monoscafi AC75. La sede è arrivata a Napoli il 15 maggio 2025, con l'annuncio di Emirates Team New Zealand e del governo italiano. Chi c'era nel 2012 rivedrà lo stesso specchio d'acqua con barche che vanno il doppio: allora si parlava di venti nodi di punta, oggi di oltre cinquanta. Le misure sono in AC75 e AC40.