Purgatorio Napoletano: la prima al Teatro San Carluccio
Lo spirito degli Squallor, Paolo Cerrone e un viaggio teatrale che sembra sempre sul punto di rompersi, e invece trova la sua armonia.
La serata della prima al Teatro San Carluccio, in 40 secondi.
«Ogni volta, alle quattro di notte, mi risveglia un cuore barzotto.
Vorrei dire che sono di ferro.
Ma mi eccito, solo per me stesso, perché in realtà non ho il coraggio nemmeno di immaginare di affrontarti nel reale.»
Un ossimoro continuo. Una tensione tra il desiderio di essere invincibili e la consapevolezza, molto più umana, delle proprie fragilità.
È dentro questa dimensione che prende forma Purgatorio Napoletano, un viaggio teatrale di enorme spessore, costruito attraverso linguaggi, personalità e rispettivi equilibri che sembrano continuamente sul punto di rompersi e, invece, trovano una loro precisa armonia.
C’è lo spirito degli Squallor, con quella capacità irripetibile di trasformare il grottesco in poesia e la provocazione in cultura.
E poi Paolo Cerrone: disfattista, genio, trasformista. Una presenza capace di cambiare pelle, registro e prospettiva, portando dentro lo spettacolo quella dose di imprevedibilità che rende il viaggio ancora più interessante.
La prima al Teatro San Carluccio di Napoli non è soltanto la presentazione di uno spettacolo. È la nascita di una costruzione culturale interessante, stratificata, profondamente napoletana.
Un lavoro che merita di essere visto, ascoltato e soprattutto osservato nel suo evolversi.
Ne sentiremo parlare.