Ogni rione una storia a sé: le trasformazioni, i personaggi e l’identità dei quartieri di Napoli.

Il dedalo di vicoli stretti nato per alloggiare i soldati spagnoli, diventato nei secoli il cuore popolare e più fotografato di Napoli.

Un rione nato in una valle fuori le mura, sede delle catacombe paleocristiane più importanti del sud Italia e oggi simbolo di rinascita culturale dal basso.

Uno dei rioni più antichi di Napoli, il cui nome risale forse alla topografia greca della città, oggi in bilico tra fama controversa e patrimonio storico straordinario.

Da luogo di villeggiatura della nobiltà napoletana a quartiere più elegante ed esclusivo della città, tra la Villa Comunale e le vie dello shopping.

Cento anni fa ci si veniva a raccogliere i cavoli. Oggi è il quartiere più borghese di Napoli, con due funicolari e la vista più larga della città.

I romani la chiamavano «la fine del dolore». È la costa più bella della città, e la meno cittadina.

Un mercato aperto ogni giorno da secoli, tre linee di trasporto che si incrociano e una densità umana che non ha uguali in città.

Dove finisce il lungomare e comincia Posillipo: barche, chioschi, e due tombe di poeti a duecento metri dal traffico.