C'è un punto preciso, alla fine del lungomare, in cui Napoli smette di essere città e comincia a essere costa. Da lì partono i traghetti per le isole, i pescatori sistemano le reti, e la sera qualcuno mangia un gelato guardando il Vesuvio dall'altra parte del golfo. Poi, a duecento metri, dietro un cancello che quasi nessuno apre, ci sono le tombe di due poeti.
Il porto di Mergellina è il punto di partenza degli aliscafi per Capri, Ischia, Procida e Sorrento, alternativa più comoda al Molo Beverello per chi alloggia nella zona occidentale.
Attorno alla darsena si allineano i circoli nautici, le barche da pesca e i ristoranti sul mare.
Sul lungomare di Mergellina ci sono i chioschi storici che vendono limonate, granite, cocco fresco e taralli. Sono un'istituzione: qualcuno lavora nello stesso punto da generazioni.
È il posto giusto per una passeggiata serale — la promenade da Mergellina a Castel dell'Ovo è pedonale per buona parte del percorso ed è lunga circa tre chilometri.
Alle spalle si apre Piedigrotta, «ai piedi della grotta»: il nome viene dalla Crypta Neapolitana, il tunnel romano che collegava Napoli ai Campi Flegrei.
Qui si svolgeva la festa di Piedigrotta, per secoli la ricorrenza popolare più importante della città e, dal 1835, la sede del concorso da cui è nata gran parte della canzone classica napoletana. La festa ha conosciuto interruzioni e ritorni, ma il suo peso sulla musica napoletana resta enorme.
Un giardino in salita, gratuito, quasi sempre vuoto. Dentro ci sono il colombario romano che la tradizione indica come tomba di Virgilio e, poco sopra, la tomba di Giacomo Leopardi, che a Napoli morì nel 1837.
È uno dei posti più silenziosi della città, a cinquanta metri da una delle strade più rumorose.
Sulla salita verso Posillipo, la chiesa fondata da Jacopo Sannazaro, che vi è sepolto. Conserva il celebre dipinto del «diavolo di Mergellina», attorno al quale ruota una delle leggende più raccontate di Napoli.
Metropolitana Linea 2, fermata Mergellina, o Linea 6. Dal centro si arriva anche a piedi lungo il lungomare: sono circa quaranta minuti di camminata, e sono quaranta minuti ben spesi.