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Mergellina e Piedigrotta — Storie di quartiere
Blog · Storia · Quartieri

Mergellina e Piedigrotta

📍 Storie di quartiere Lungomare · il porticciolo, le tombe dei poeti

C'è un punto preciso, alla fine del lungomare, in cui Napoli smette di essere città e comincia a essere costa. Da lì partono gli aliscafi, i pescatori sistemano le reti, e la sera qualcuno mangia un gelato guardando il Vesuvio dall'altra parte del golfo. Poi, a duecento metri, dietro un cancello che quasi nessuno apre, ci sono le tombe di due poeti.

Dove siamo

Mergellina è il tratto di costa del quartiere Chiaia tra largo Torretta e largo Sermoneta, ai piedi della collina di Posillipo. Sull'origine del nome non c'è accordo: c'è chi lo lega al mergo, un uccello che si tuffa, chi al latino mare ialinum, «mare limpido», chi a margella, il corallo. Fino all'Ottocento il mare arrivava molto più vicino alle case: la strada attuale nasce dalle colmate tra il 1869 e il 1883.

Il porticciolo

Dal porto di Mergellina partono aliscafi per le isole del golfo e, d'estate, per le Eolie; compagnie, orari e destinazioni cambiano con la stagione, quindi vanno controllati prima. Attorno alla darsena si allineano i circoli nautici e le barche da pesca. Sul lungomare ci sono i chioschi di bibite, limonate e taralli, il posto della passeggiata serale: da qui a Castel dell'Ovo, lungo via Caracciolo, sono circa tre chilometri quasi tutti pedonali.

Piedigrotta e la festa

Alle spalle si apre Piedigrotta, «ai piedi della grotta»: il nome viene dalla Crypta Neapolitana, la galleria romana scavata nella collina di Posillipo che collegava Napoli a Pozzuoli. La chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, in piazza Piedigrotta, fu costruita tra il 1352 e il 1353 e conserva una Madonna lignea della bottega di Tino di Camaino. La festa dell'8 settembre è diventata tra fine Ottocento e metà Novecento la vetrina della nuova canzone napoletana; fu sospesa negli anni Sessanta per motivi di ordine pubblico, ripresa per brevi stagioni negli anni Ottanta e nel 2007, poi abbandonata.

Il Parco Vergiliano

In salita della Grotta 20, dietro la chiesa, c'è un giardino in salita, gratuito, quasi sempre vuoto. Dentro ci sono un colombario di epoca romana che la tradizione indica come tomba di Virgilio (attribuzione mai dimostrata: Virgilio morì a Brindisi e le fonti antiche dicono solo che fu sepolto a Napoli) e la tomba di Giacomo Leopardi, morto a Napoli nel 1837, i cui resti furono portati qui nel 1939 dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Dal parco si vede l'imbocco della Crypta, chiusa per sicurezza. Gli orari sono ridotti e il martedì è chiuso: meglio controllare prima di salire.

Santa Maria del Parto e il diavolo di Mergellina

Sulla salita verso Posillipo, raggiungibile con tre rampe di scale da via Mergellina, c'è la chiesa fondata dal poeta Jacopo Sannazaro su un terreno donatogli da re Federico; i lavori cominciarono nel 1504. Il sepolcro di Sannazaro è di Giovanni Angelo Montorsoli. In una cappella c'è il San Michele che scaccia il demonio di Leonardo Grazia da Pistoia, del 1542, detto «diavolo di Mergellina»: secondo la tradizione popolare il demonio ha il volto di una donna bellissima, e da lì viene il detto «si' bella comme 'o diavolo 'e Mergellina». La storia della donna resta leggenda; il dipinto è reale.

Due fontane

In piazza Sannazaro c'è la Fontana della Sirena, opera di Onofrio Buccini del 1869, portata qui nel 1924. A largo Sermoneta c'è la Fontana del Sebeto, del 1635, spostata dalla sua collocazione originaria nel 1939.

Come arrivare

Stazione Mergellina della Linea 2 (e dei treni regionali), in piazza Piedigrotta. Stazione Mergellina della Linea 6, che porta a Municipio passando per Chiaia. La funicolare di Mergellina (1931) sale da via Mergellina a via Manzoni, a Posillipo. Dal centro si arriva anche a piedi lungo il mare: una quarantina di minuti da Castel dell'Ovo.

Un giro a piedi (due o tre ore)

Dalla stazione di Mergellina si entra in Santa Maria di Piedigrotta e si sale al Parco Vergiliano. Si scende per piazza Sannazaro (Fontana della Sirena) e si prende via Mergellina: scale per Santa Maria del Parto, poi il porticciolo e, alla fine, la Fontana del Sebeto. Si torna indietro sul lungomare verso la Rotonda Diaz e, se c'è ancora luce, fino a Castel dell'Ovo.

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