È rumorosa in un modo che all'inizio disorienta e poi diventa musica: i banconi del pesce, le voci che si sovrappongono, il fruttivendolo che ti chiama, il motorino che passa dove non dovrebbe passare. La Pignasecca non è una zona turistica ed è proprio per questo che vale la pena attraversarla: è Napoli che fa la spesa.
La Pignasecca è considerata il mercato all'aperto più antico di Napoli, attivo da secoli lungo la strada che scende da Montesanto verso via Toledo.
Il nome ha una spiegazione tramandata: qui c'era un bosco di pini, e una gazza ladra — o secondo altre versioni un evento prodigioso — avrebbe provocato il seccarsi di un pino. Pigna secca.
Pesce fresco, frutta e verdura, salumi e latticini, casalinghi, abbigliamento a poco prezzo, elettronica. E soprattutto cibo di strada: friggitorie, tripperie storiche, pasticcerie, banchi del pane cotto a legna.
È anche una delle zone dove si mangia bene spendendo poco: le friggitorie e le rosticcerie qui lavorano per il quartiere, non per i turisti, e si vede.
Montesanto è uno dei punti meglio collegati della città: la stazione della Cumana e della Circumflegrea, la Linea 2 della metropolitana, e la funicolare di Montesanto che sale al Vomero.
Da qui si raggiungono in mezz'ora i Campi Flegrei, Pozzuoli, Cuma e il Vesuvio.
A pochi passi ci sono via Toledo e la sua stazione della metropolitana — quella con le scale mobili e il mosaico blu, tra le più fotografate d'Europa — i Quartieri Spagnoli che salgono a sinistra, e il centro storico che comincia a destra.
Il quartiere ospita anche il complesso ospedaliero dei Pellegrini e la chiesa di Santa Maria di Montesanto, seicentesca, che dà il nome alla zona.
Vacci la mattina presto, tra le otto e le dieci, quando il mercato è nel pieno. Tieni gli oggetti di valore addosso e non in tasca — vale come in qualsiasi mercato affollato d'Europa — e non avere fretta.
Poi sali in funicolare al Vomero e guardala dall'alto. Nel giro di dieci minuti avrai attraversato le due Napoli più diverse che esistano.