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Chiaia — Storie di quartiere
Blog · Storia · Quartieri

Chiaia

📍 Storie di quartiere Rione · dal passeggio ottocentesco allo shopping

Chiaia è la Napoli che si affaccia sul mare senza toccarlo più: tra la Riviera e il golfo c'è la Villa Comunale, e prima ancora c'era la spiaggia che le ha dato il nome. È il quartiere dei palazzi liberty, delle vetrine e dell'aperitivo, ma anche di uno degli acquari più antichi d'Europa e di una delle prime riprese cinematografiche girate in città.

Cosa significa Chiaia

Il nome viene dal latino medievale plaga, «spiaggia» o «pendio sulla costa». Il passaggio da pl a chi è lo stesso che in napoletano trasforma plumbum in chiummo: da plaga a chiaja, poi scritto Chiaia. Fino all'Ottocento la Riviera di Chiaia era davvero la linea di costa; la strada sul mare, via Caracciolo, nasce dalle colmate della seconda metà del secolo, che allontanarono l'acqua dalle case.

Da fuori le mura a quartiere signorile

Chiaia cresce fuori dalle mura nel Cinquecento. Alla fine del Seicento i viceré fanno piantare alberi lungo la spiaggia; tra il 1778 e il 1780 Ferdinando IV di Borbone fa costruire da Carlo Vanvitelli e Stefano Gasse il «Real Passeggio di Chiaia», l'attuale Villa Comunale, lunga più di un chilometro tra piazza Vittoria e piazza della Repubblica. Nell'Ottocento arrivano le ville, il rione Amedeo e i palazzi delle famiglie ricche. Sulla collina accanto, Pizzofalcone, gli archeologi collocano il primo insediamento greco, Parthenope, più antico di Neapolis.

Cosa vedere a Chiaia

Villa Comunale: dentro ci sono la Cassa Armonica in ferro e vetro di Enrico Alvino (1877) e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, fondata nel 1872, con l'acquario aperto al pubblico nel 1874 (secondo in Europa tra quelli ancora attivi) e la biblioteca affrescata da Hans von Marées. Nel 2021 nella Casina del Boschetto ha aperto il museo DaDoM, dedicato alla biodiversità marina.

Villa Pignatelli (Riviera di Chiaia 200): villa neoclassica costruita dal 1826 per gli Acton, poi dei Rothschild e dei Pignatelli, oggi dello Stato. Ospita il museo Diego Aragona Pignatelli Cortés e il Museo delle carrozze (oggi temporaneamente chiuso). Poco più in là, sulla Riviera, la chiesa di San Giuseppe a Chiaia (1666-1673).

Piazza dei Martiri: al centro una colonna con quattro leoni, uno per ogni stagione di martiri, dal 1799 al 1860; attorno palazzo Partanna e palazzo Calabritto, rifatto da Luigi Vanvitelli. Via Chiaia sale verso piazza Trieste e Trento passando sotto il Ponte di Chiaia e davanti a Palazzo Cellamare. In via Filangieri c'è Palazzo Mannajuolo (1909-1911), con la scala ellittica liberty di Giulio Ulisse Arata; è un'abitazione privata, si guarda dall'androne quando è aperto. In via dei Mille, nel palazzo Roccella, il PAN - Palazzo delle Arti Napoli ospita mostre temporanee.

Shopping e sera

L'area pedonale tra via Calabritto, via Filangieri, via dei Mille e la Riviera è la zona dei negozi di moda più cari della città. La sera la vita si sposta nei vicoletti attorno a via Bisignano e vico Belledonne, i «baretti». Nei fine settimana la zona è affollata fino a tardi, con regole comunali su orari e asporto che cambiano spesso: conviene controllare quelle in vigore.

Come arrivare

Linea 6 della metropolitana, riaperta nel luglio 2024: fermate Chiaia, San Pasquale e Arco Mirelli, con capolinea a Municipio da una parte e Mergellina dall'altra. Linea 2: Piazza Amedeo e Mergellina. Dal Vomero si scende con la funicolare di Chiaia (la prima di Napoli, 1889), da via Cimarosa a via del Parco Margherita, a due passi da piazza Amedeo.

Un percorso a piedi (mezza giornata)

Da piazza Trieste e Trento si scende per via Chiaia (Ponte di Chiaia, Palazzo Cellamare) fino a piazza dei Martiri. Si sale per via Filangieri (Palazzo Mannajuolo) e via dei Mille (PAN) fino a piazza Amedeo. Da lì si scende alla Riviera, si visita Villa Pignatelli e si rientra attraverso la Villa Comunale, passando dalla Stazione Zoologica, fino al lungomare. Senza musei sono due ore; con Villa Pignatelli e l'acquario, mezza giornata.

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