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Perché a Napoli si dice «tengo famiglia» — Napoli popolare
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Perché a Napoli si dice «tengo famiglia»

📍 Napoli popolare Lingua e società · un'espressione fraintesa

È una frase che si usa per chiudere un discorso. La dici e l'altro capisce che non c'è altro da aggiungere: qualunque cosa io faccia o non faccia, la ragione è questa, e viene prima di tutto il resto. Fuori Napoli è diventata la battuta con cui si liquida un intero Sud. Vale la pena guardarci dentro con più calma.

Che cosa vuol dire

«Tengo famiglia» significa letteralmente ho una famiglia, con il verbo tenere usato nel senso di possedere — costruzione tipica del napoletano e dello spagnolo (tener), diversa dall'italiano standard.

Nell'uso, però, non è una constatazione: è una giustificazione. Spiega perché si accetta un compromesso, perché non ci si espone, perché si sceglie la strada sicura.

Il luogo comune

L'espressione è stata a lungo usata, soprattutto nel giornalismo del Novecento, come emblema di un'Italia opportunista che antepone l'interesse familiare al dovere pubblico. Lo scrittore ed editore Leo Longanesi propose ironicamente «Ho famiglia» come epigrafe adatta agli italiani in generale.

Va notato: nella formulazione di Longanesi il bersaglio era l'Italia intera, non Napoli. L'attribuzione esclusiva alla città è arrivata dopo, ed è uno slittamento che dice più sui pregiudizi verso il Sud che sull'espressione.

La parte vera

Che la famiglia abbia un peso enorme nella struttura sociale napoletana è un fatto, e ha ragioni storiche precise: per secoli lo Stato è stato assente o ostile, i servizi pubblici scarsi, il lavoro instabile.

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In quel vuoto, la famiglia allargata ha svolto le funzioni che altrove svolgevano istituzioni: prestito, assistenza agli anziani, cura dei bambini, collocamento, protezione. Non è un valore astratto, è stata un'infrastruttura.

Lo studio classico su questi meccanismi nel Mezzogiorno è quello di Edward Banfield, che negli anni Cinquanta coniò la formula «familismo amorale». È un lavoro molto discusso e in gran parte contestato dagli studiosi successivi, ma resta il punto di partenza di ogni discussione sul tema.

Quello che il luogo comune non vede

La stessa struttura che produce chiusura produce anche il suo contrario. La rete familiare e di vicinato è ciò che ha permesso a interi quartieri di reggere crisi che le istituzioni non hanno gestito: il colera del 1973, il terremoto del 1980, i lunghi anni di disoccupazione.

Il caffè sospeso, le adozioni informali, il credito senza garanzie della pizza fritta «oggi a otto» nascono dalla stessa logica di «tengo famiglia»: quando non c'è nessun altro, ci si tiene tra persone.

Come si usa oggi

Molto meno di quanto si creda, e quasi sempre con ironia consapevole. I napoletani conoscono benissimo il peso che quella frase ha assunto fuori città, e la usano spesso citandola, non affermandola.

È il destino di parecchie espressioni diventate stereotipo: chi le ha inventate smette di usarle sul serio molto prima che gli altri smettano di ripeterle.

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