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La tammurriata e la tarantella: la musica che si balla ancora — Napoli popolare
Blog · Lingua e tradizioni

La tammurriata e la tarantella: la musica che si balla ancora

📍 Napoli popolare Tamburo, castagnette, voce

Il tamburo comincia e non smette per venti minuti. Due persone entrano nello spazio libero, si guardano, e ballano uno di fronte all'altra senza mai toccarsi. Non c'è palco, non c'è pubblico separato, non c'è un momento in cui finisce e uno in cui comincia. È musica per stare insieme, e a Napoli non ha mai smesso di funzionare.

Che cos'è la tammurriata

Prende il nome dalla tammorra, un tamburo a cornice con i sonagli, che si suona con la mano.

La struttura è essenziale: il tamburo tiene il ritmo, le castagnette — nacchere di legno — lo puntellano, e una voce canta strofe spesso improvvisate, a volte in botta e risposta.

Si balla in coppia, senza contatto, con un gioco di avvicinamento e allontanamento che ha regole precise e non scritte.

Dove si suona davvero

Nelle feste religiose dell'area vesuviana e della penisola sorrentina, legate ai santuari mariani: Madonna dell'Arco, Madonna dei Bagni, Montevergine.

Non è musica da concerto: nasce come musica di devozione e di festa, e il contesto originario è ancora quello.

La tarantella

Il termine è più ampio e copre forme diverse in tutto il Sud. La tarantella napoletana ha una struttura ritmica differente dalla tammurriata ed è entrata presto nel repertorio colto: compositori dell'Ottocento la usarono come forma musicale.

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È anche la versione più esposta al turismo, e quella che si trova nelle esecuzioni per visitatori.

La riscoperta

Dagli anni Settanta la musica popolare campana è stata studiata, registrata e riportata in scena. La Nuova Compagnia di Canto Popolare è stata determinante: ha raccolto repertori sul campo e li ha fatti conoscere fuori.

Da allora esiste una scena continua di gruppi che suonano tammurriata e repertorio popolare, tra ricerca filologica e contaminazione.

Dove sentirla

Nelle feste patronali dell'area vesuviana, soprattutto in primavera. In alcuni locali e centri culturali cittadini che programmano musica popolare. E nei raduni informali, che si organizzano per passaparola.

Il modo più semplice è chiedere: chi suona sa dove si suona.

Una precisazione

La tarantella che si vede nei ristoranti turistici, con i costumi e il tamburello, ha poco a che vedere con quello descritto qui. Non è finta in senso stretto — è intrattenimento — ma è un'altra cosa.

La differenza si sente in tre secondi: nella tammurriata vera non c'è pubblico. Ci sono solo persone che suonano e persone che ballano, e i ruoli si scambiano.

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I bassi: vivere al piano terra Una stanza a livello di strada con la porta che dà sul vicolo. Sono decine di migliaia, hanno una storia precisa, e non sono una cartolina. Perché a Napoli il caffè si fa così Tazzina piccola e spessa, scaldata prima. Zucchero sul fondo. Si beve in piedi in dieci secondi. Ogni dettaglio ha una ragione. Come è nato il caffè sospeso Paghi due caffè e ne bevi uno. L'altro resta lì, per chi entrerà dopo senza poterselo permettere. Storia di un gesto più raccontato che documentato.
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