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Cosa fare a Napoli per San Gennaro: itinerario tra Duomo, centro storico e luoghi del santo — Itinerario · 6 tappe
10 — Magazine

Cosa fare a Napoli per San Gennaro: itinerario tra Duomo, centro storico e luoghi del santo

📍 Itinerario · 6 tappe

Chi viene a Napoli il 19 settembre per il miracolo di San Gennaro ha davanti, oltre alla cerimonia in Duomo, l'occasione per un attraversamento a piedi di una delle zone più dense di storia della città. Questo itinerario segue le tappe più naturali per farlo con calma — funziona benissimo anche in un giorno qualsiasi dell'anno, non solo il 19 settembre.

1. Il Duomo, dove tutto comincia

Si parte da dove tutto succede davvero: il Duomo di Napoli, che custodisce le ampolle del sangue del santo nella Cappella del Tesoro. Prima di uscire, un dettaglio che quasi nessuno nota entrando di corsa: annesso alla cattedrale, dentro la basilica di Santa Restituta, si trova il battistero di San Giovanni in Fonte, datato al IV secolo — il più antico battistero paleocristiano dell'intero Occidente, più vecchio persino di quello Lateranense di Roma. Chi vuole capire perché il rapporto tra Napoli e il suo santo patrono è così stratificato può approfondire con la storia del tesoro di San Gennaro, i gioielli donati in sette secoli da papi, re e imperatori.

2. Via dei Tribunali, il decumano maggiore

Uscendo dal Duomo, si scende su via dei Tribunali: non una strada qualsiasi, ma il decumano maggiore, l'asse est-ovest tracciato dai coloni greci di Neapolis oltre duemila anni fa e ancora oggi perfettamente leggibile nella pianta della città. Il nome arriva da epoca aragonese, quando qui si concentravano i tribunali del Regno. Merita una sosta il Palazzo Spinelli di Laurino, al numero 362: un cortile ellittico invece che quadrato, firmato da Ferdinando Sanfelice nel Settecento — una stranezza barocca che a Napoli non ha eguali. Chi ha tempo per scendere sotto la strada trova l'ingresso di Napoli Sotterranea, quaranta metri di cisterne greche e rifugi antiaerei.

3. San Gregorio Armeno, la via dei presepi

Poco distante si arriva a San Gregorio Armeno, la strada delle botteghe presepiali attive tutto l'anno, non solo a Natale. La chiesa che dà il nome alla via è un monastero barocco fondato, secondo la tradizione, da monache basiliane fuggite dall'Armenia intorno all'VIII secolo con le reliquie del santo. Dentro, un chiostro seicentesco che è una delle oasi di silenzio più sorprendenti del centro storico. Il racconto completo, tra artigiani e statuine satiriche, è nella guida su San Gregorio Armeno e il presepe napoletano.

4. Forcella, il rione meno filtrato

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Da San Gregorio Armeno, pochi minuti a piedi bastano per entrare a Forcella, uno dei rioni più antichi della città, il cui nome — secondo l'ipotesi più accreditata — deriva dalla forma a «Y» dell'incrocio tra le antiche strade greche in questo punto. È il quartiere meno filtrato per il turismo del centro antico, con un mercato di strada ancora attivo e una fitta rete di vicoli che ricalca fedelmente il tracciato della Neapolis greca. Il racconto completo, tra storia e reputazione mediatica, è nella pagina dedicata a Forcella.

5. Il centro storico che stai attraversando

Un dettaglio che vale la pena avere in mente mentre si cammina: quello che si sta attraversando — dal Duomo a Forcella, passando per i decumani — è parte del centro storico di Napoli, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1995 e riconosciuto come uno dei più estesi d'Europa, oltre 1000 ettari in cui l'antico impianto stradale greco è ancora quello su cui si cammina oggi.

6. Dove fermarsi per un aperitivo o una cena

Proprio su via dei Tribunali si trovano due tappe classiche per chiudere la passeggiata con qualcosa da mangiare: Sorbillo, la pizzeria di Gino Sorbillo, tra le più celebri della città, oppure Pizzeria Di Matteo, storica anche per una visita di Bill Clinton negli anni Novanta rimasta nella memoria cittadina. Entrambe fanno file lunghe negli orari di punta: arrivare presto o tardi rispetto ai pasti classici aiuta.

Quanto dura e quando farlo

A passo lento, con le soste indicate, l'itinerario richiede circa due ore e mezza, tre se ci si ferma a lungo a San Gregorio Armeno o dentro Napoli Sotterranea. Il 19 settembre, giorno della cerimonia, il Duomo e i dintorni sono più affollati del solito: chi non ha fretta di assistere al rito può percorrere l'itinerario al contrario, cominciando da Forcella nel tardo pomeriggio e arrivando al Duomo verso sera, quando il grosso della folla della mattina si è già diradato.

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