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Le terrazze segrete del Vomero: cinque indirizzi che i napoletani non dicono — Long read · 8 min
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Le terrazze segrete del Vomero: cinque indirizzi che i napoletani non dicono

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Il Vomero è la collina residenziale per eccellenza di Napoli, il quartiere dove i napoletani stessi vanno a vivere quando cercano aria più pulita, strade più ordinate e — soprattutto — un panorama sulla città che dal basso semplicemente non si può avere. Eppure la maggior parte dei visitatori si ferma a Castel Sant'Elmo e alla Certosa di San Martino, ignorando una manciata di terrazze meno note che i residenti custodiscono quasi gelosamente.

Il primo indirizzo è un piccolo belvedere lungo via Palizzi, poco distante dalla funicolare centrale, dove un semplice slargo tra i palazzi residenziali offre una vista sul golfo che rivaleggia con quella, ben più affollata, di San Martino: pochi gradini, nessuna fila, e la stessa scenografia di tetti, cupole e mare che si perde all'orizzonte.

Il secondo è la terrazza di un bar storico su via Scarlatti, l'arteria pedonale principale del quartiere: un locale che i napoletani frequentano per l'aperitivo serale più che per il panorama, ma il cui ultimo piano regala una vista laterale sulla città che pochi turisti scoprono, semplicemente perché non sanno che esiste.

Il terzo punto panoramico si trova lungo i giardini pensili che costeggiano alcuni tratti della funicolare di Chiaia, uno dei tre impianti che collegano il Vomero al resto della città: brevi tratti pedonali che si affacciano su scorci laterali del golfo, poco frequentati proprio perché fuori dai percorsi turistici standard.

Il quarto indirizzo è forse il più sorprendente: un cortile interno di un edificio residenziale d'epoca liberty, accessibile in determinati orari, il cui terrazzo condominiale — utilizzato principalmente dai residenti — offre una prospettiva insolita sulla città bassa, con Castel dell'Ovo visibile in lontananza e il Vesuvio che chiude l'orizzonte sulla destra.

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Il quinto e ultimo punto è semplicemente una panchina, ma posizionata in un angolo di Villa Floridiana particolarmente defilato rispetto ai percorsi principali del parco: un luogo dove i napoletani vanno a leggere o a pensare più che a fotografare, e che merita una sosta silenziosa più che una foto veloce da condividere.

Ciò che accomuna questi cinque punti è l'assenza quasi totale di altri turisti: non sono segreti nel senso letterale del termine, semplicemente non compaiono nelle guide più diffuse, e richiedono la disponibilità a camminare un po' di più e a perdersi leggermente rispetto agli itinerari standard del Vomero.

Raggiungere il Vomero è semplice grazie alle tre funicolari che lo collegano al centro città — Centrale, Chiaia e Montesanto — un dettaglio che rende questo quartiere collinare accessibile anche a chi non ha intenzione di affrontare le ripide scalinate che un tempo erano l'unico modo per raggiungerlo dal basso.

Il momento migliore per esplorare queste terrazze meno note resta il tardo pomeriggio, quando la luce radente valorizza al massimo i colori della città e del golfo: un'ora in cui i residenti stessi si concedono una pausa contemplativa prima di rientrare a casa, e in cui l'atmosfera di questi angoli panoramici raggiunge la sua massima intensità.

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