Il quartiere che si è inventato un futuro: catacombe, street art, pizza e palazzi reali.
La Sanità è il quartiere che si è ripreso il proprio patrimonio con le mani. Le catacombe erano chiuse e abbandonate, le chiese inaccessibili, i palazzi barocchi sconosciuti a chi non ci abitava. Oggi si visitano, e a farlo visitare sono ragazzi del rione che si sono messi in cooperativa.
È probabilmente il caso italiano più riuscito di patrimonio culturale che diventa lavoro per chi ci vive intorno. E si sente: le visite qui sono raccontate da qualcuno che ha un interesse personale a raccontarle bene.
Le Catacombe di San Gennaro, le più estese del Sud Italia, con affreschi dal II secolo. Le Catacombe di San Gaudioso sotto la Basilica della Sanità, con le sepolture a scolatura. Il Cimitero delle Fontanelle, gratuito.
E i due palazzi di Ferdinando Sanfelice — dello Spagnolo e Sanfelice — con le scale aperte che hanno fatto scuola in Europa. Il cortile si guarda gratis.
Il biglietto delle catacombe è cumulativo tra San Gennaro e San Gaudioso, e le visite sono solo guidate. Prenota: nei fine settimana si riempiono.
Metti in conto mezza giornata: le distanze sono brevi ma tutto è in salita o in discesa.
Da piazza Cavour (metropolitana Linea 1 e Linea 2) a piedi in dieci minuti, o con l'ascensore che collega il ponte della Sanità al quartiere sottostante.
Il ponte, costruito da Murat nel 1809 per andare a Capodimonte senza attraversare il rione, è la ragione storica dell'isolamento della Sanità. Passarci sotto invece che sopra è già una scelta.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.