Terrazze sulla città dal Castel Sant'Elmo, cinema d'essai e cucina d'autore.
La cultura al Vomero sta tutta in cima, in due edifici che si toccano e che raccontano due modi opposti di stare sopra una città: una fortezza militare e un monastero. Guardano lo stesso panorama per ragioni diverse.
Fortezza a stella a sei punte scavata nel tufo, cinquecentesca. Non fu quasi mai residenza: fu soprattutto prigione politica, e dalla sua posizione poteva bombardare la città sottostante — cosa che fece più di una volta.
I camminamenti in cima danno la vista a trecentosessanta gradi più completa di Napoli. Dentro c'è il Museo del Novecento, sull'arte napoletana dal 1910 al 1980.
Monastero certosino del Trecento rifatto in barocco. Chiostro grande, chiesa con opere di Ribera e Luca Giordano, sezione navale, e la collezione presepiale più importante al mondo, compreso il presepe Cuciniello.
Parco pubblico gratuito in discesa verso Chiaia, con il Museo Duca di Martina dedicato alle arti decorative: porcellane, avori, maioliche.
Sant'Elmo e San Martino sono adiacenti e si fanno insieme: una mattinata piena.
Si sale con la funicolare o la Linea 1. Poi, se hai ginocchia, scendi a piedi dalla Pedamentina: quattrocento gradini fino al centro, con la città che si apre a ogni rampa.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.