Vicoli verticali, panni stesi, murale di Maradona e una taralleria a ogni angolo.
Non ci si viene per i musei: ci si viene per quello che sta sui muri e dentro le chiese piccole. I Quartieri Spagnoli sono un museo diffuso che non si è mai dichiarato tale, e la maggior parte di quello che c'è da vedere non ha un biglietto d'ingresso.
Il grande murale in largo Maradona è diventato una meta in sé, con centinaia di visitatori al giorno. È arte popolare spontanea, cresciuta per accumulo dal 1990 in poi, e va guardata per quello che è: un altare laico, non un'opera d'autore.
Attorno si è formato un piccolo commercio dedicato, con tutti i pregi e i difetti del caso.
Il quartiere ha decine di chiese piccole, molte settecentesche, spesso aperte solo per le funzioni. Quando si trovano aperte vale la pena entrare: hanno altari in marmi commessi e tele di scuola napoletana che altrove sarebbero in un museo.
Portali in piperno, edicole votive agli incroci, scale esterne, cortili. Le edicole in particolare — le nicchie con la Madonna e le luci — sono un pezzo di religiosità urbana che a Napoli sopravvive ovunque, e qui è più fitto.
A piedi, in salita, senza un percorso rigido. La zona è ripida: scarpe comode e nessuna fretta.
Ricordati che stai attraversando un quartiere abitato, non un sito. Le finestre delle case non si fotografano, e i panni stesi sono di qualcuno.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.