Boutique, palazzi liberty e l'aperitivo che si allunga in piazza dei Martiri.
Qui la città cambia passo. Le strade si allargano, i palazzi diventano ottocenteschi, e mangiare torna a essere un fatto ordinato: si prenota, si sta seduti, si beve bene. È la Napoli borghese, ed è quella che i napoletani scelgono quando vogliono uscire senza pensieri.
La zona si divide in due: la fascia bassa verso il lungomare, con i locali affacciati sul mare e i prezzi che seguono la vista; e i vicoli attorno a piazza dei Martiri e via Bisignano, dove si concentrano wine bar, cucine contemporanee e l'aperitivo che dura tutta la sera.
Molto pesce, e ben fatto. Cucina napoletana rivisitata, qualche insegna storica, e la maggiore concentrazione cittadina di locali con una carta dei vini seria.
È anche la zona con più opzioni per chi cerca cucina non italiana e per chi ha esigenze alimentari particolari.
È il quartiere più caro della città per mangiare. Un ristorante di pesce sul lungomare arriva facilmente a cinquanta-sessanta euro a persona. I locali dei vicoli stanno tra i venticinque e i quaranta. L'aperitivo con il tagliere costa quanto una cena al centro storico.
L'aperitivo comincia verso le 19.30 e a Chiaia dura a lungo: nelle sere di fine settimana i vicoli attorno a via Bisignano restano pieni fino a notte. Per cena prenota, soprattutto venerdì e sabato.
Metropolitana Linea 6 e Linea 2, funicolare di Chiaia dal Vomero. A piedi dal centro sono venti minuti lungo via Chiaia, tutta pedonale.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.