La reggia borbonica, il bosco più grande della città e una delle pinacoteche d'Europa.
Si sale a Capodimonte per il museo e per il bosco, e si resta a mangiare perché lassù l'aria è diversa. È una zona residenziale, verde, senza traffico turistico: i ristoranti lavorano per il quartiere e per chi esce dal museo.
Trattorie di quartiere, pizzerie, qualche locale con giardino — cosa rara a Napoli. Cucina di terra più che di mare: siamo lontani dall'acqua e si sente nel menu.
Il Real Bosco di Capodimonte è il parco più grande della città, gratuito, e vietato al traffico. Molti ci portano il pranzo al sacco: è una scelta legittima e bellissima.
Chi preferisce un tavolo trova le opzioni sulle strade attorno agli ingressi, soprattutto verso i Colli Aminei e la Sanità alta.
Fascia bassa e media. Venti-venticinque euro per una cena completa, meno a pranzo.
Autobus dalla stazione centrale e da piazza Cavour, oppure a piedi dalla Sanità — sono venti minuti in salita, ma si attraversa un pezzo di città che dall'autobus non si vede.
Il bosco chiude al tramonto e gli orari cambiano con la stagione: se pensi di cenare dopo una passeggiata nel parco, verifica prima.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.