Il quartiere che si è inventato un futuro: catacombe, street art, pizza e palazzi reali.
Alla Sanità si mangia come si mangiava in casa, e costa quello che costava. È il quartiere dove la cucina napoletana popolare è rimasta più intatta, perché per decenni qui non è arrivato nessuno da fuori a cui adeguarsi.
Negli ultimi anni sono nate anche cucine giovani, spesso legate a progetti sociali e cooperative del rione. È una delle scene gastronomiche più interessanti della città proprio perché non nasce dal turismo.
Genovese, ragù, pasta e patate con la provola, polpette, braciole. Il repertorio della domenica napoletana servito tutti i giorni.
E il cibo di strada: friggitorie, pizza fritta, taralli. Qui la pizza fritta non è un'esperienza da provare, è il pranzo.
Tra i più bassi della città. Una trattoria completa sta spesso sotto i venti euro, e le friggitorie stanno sotto i cinque.
Via dei Vergini e via Arena della Sanità hanno la concentrazione maggiore. Il mercato dei Vergini, la mattina, è il posto dove capire cosa si cucina in zona.
Da piazza Cavour a piedi, o con l'ascensore del ponte della Sanità. Non venire in auto: le strade sono strette e il parcheggio non esiste.
La sera il quartiere è vivo nelle strade principali. Come ovunque, nelle traverse deserte usa la prudenza normale.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.