C'è un punto preciso, alla fine del lungomare, in cui Napoli smette di essere città e comincia a essere costa. Da lì partono gli aliscafi per le isole, i pescatori sistemano le reti, i chioschi vendono limonate. E a duecento metri, dietro un cancello che quasi nessuno apre, ci sono le tombe di due poeti.
Mergellina è la cerniera tra Chiaia e Posillipo: un porticciolo, un lungomare, una collina che sale. Non è un quartiere con monumenti da spuntare — è un posto di passaggio che vale la pena smettere di attraversare.
Il nome, di etimologia discussa, compare nei documenti già nel Medioevo, quando qui c'erano casali di pescatori.
Da qui partono aliscafi e traghetti per Capri, Ischia, Procida e Sorrento. Per chi alloggia nella zona occidentale è un'alternativa più comoda del Molo Beverello.
Attorno alla darsena ci sono i circoli nautici, le barche da pesca e i ristoranti sul mare. Compra sempre anche il ritorno, soprattutto d'estate: le corse del pomeriggio si esauriscono.
Il posto che nessuno visita, e forse il più bello. Un giardino in salita, gratuito, quasi sempre vuoto.
Dentro ci sono il colombario romano che la tradizione indica come tomba di Virgilio, e poco sopra la tomba di Giacomo Leopardi, che a Napoli morì nel 1837 e fu poi traslato qui.
Nel parco si apre anche l'imbocco della Crypta Neapolitana, il tunnel romano del I secolo a.C. che collegava Napoli ai Campi Flegrei. I napoletani medievali non credevano che l'avessero fatto gli uomini: la leggenda l'attribuiva a Virgilio mago, che l'avrebbe aperto in una notte.
È uno dei posti più silenziosi della città, a cinquanta metri da una delle strade più rumorose.
Sulla salita verso Posillipo, la chiesa fondata dal poeta Jacopo Sannazaro, che vi è sepolto: il suo monumento funebre è una delle opere rinascimentali più raffinate di Napoli. Il nome viene dal suo poema latino De partu Virginis.
Conserva il celebre dipinto del diavolo di Mergellina, in cui il demonio sconfitto da san Michele ha il volto e il busto di una donna. La tradizione racconta che sia una vendetta del vescovo committente contro una nobildonna che lo insidiava. Non è documentato, ma è tradizione antica e continua.
Gli orari sono limitati e irregolari: verifica prima di salire.
Alle spalle del lungomare c'è Piedigrotta, «ai piedi della grotta», dove per secoli si svolgeva la festa popolare più importante della città.
Dal 1835 ospitò un concorso di canzoni da cui è nata gran parte del repertorio classico napoletano: molte delle canzoni che il mondo canta senza sapere da dove vengano sono state presentate lì.
La festa ha conosciuto interruzioni e ritorni. Il suo peso sulla musica napoletana resta enorme.
Sul lungomare ci sono i chioschi storici: limonate, granite, cocco fresco, taralli. Qualcuno lavora nello stesso punto da generazioni.
È un pezzo di gastronomia napoletana che non ha bisogno di un tavolo, e con il caldo è la cosa giusta.
Da Mergellina a Castel dell'Ovo sono tre chilometri, in gran parte pedonali, con il Vesuvio davanti per tutto il percorso. La mattina presto è quasi vuoto; la sera è pieno di gente che cammina.
È probabilmente la passeggiata più bella d'Italia che non costa niente.
Diciamolo chiaro: Mergellina è mezza giornata, non cinque giorni.
Due ore — il porticciolo, i chioschi, il Parco Vergiliano.
Mezza giornata — aggiungi Santa Maria del Parto e la passeggiata sul lungomare fino a Castel dell'Ovo.
Una giornata — se la usi come base: mattina a Mergellina, pomeriggio a Posillipo, tramonto al Parco Virgiliano.
Chi cerca un itinerario di cinque giorni per Mergellina non troverà materiale: la zona si attraversa a piedi in venti minuti. Il suo valore è essere il punto di partenza per la costa e per le isole.
In coppia — il lungomare al tramonto e una cena di pesce sul porticciolo. È una delle serate migliori che Napoli offra.
Con i bambini — il lungomare pedonale si fa in bici o a piedi senza tenere la mano stretta, e i chioschi risolvono la merenda.
Da soli — il Parco Vergiliano con un libro. Nessuno ti disturba, perché non ci va nessuno.
Mergellina con la pioggia perde quasi tutto: è un posto di mare e di passeggiate. Il Parco Vergiliano diventa scivoloso e i chioschi chiudono.
Se hai più giorni a Napoli, tienila come giornata mobile e spostala al primo sole.
Pesce, soprattutto, e con una regola che qui vale doppio: chiedi il prezzo al chilo prima di ordinare. Sul lungomare è la voce che sfonda qualsiasi budget.
Salendo verso Piedigrotta e Fuorigrotta ci sono trattorie di quartiere più economiche, che di turisti non ne vedono. Ristoranti a Mergellina · musei e luoghi.
Metropolitana Linea 2 o Linea 6, fermata Mergellina. Dal centro si arriva anche a piedi lungo il lungomare: quaranta minuti, e sono quaranta minuti ben spesi.
Da qui partono gli aliscafi per le isole: se il pranzo precede una traversata, è il posto giusto.