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Cosa fare nel centro storico di Napoli: la guida completa — Guida al quartiere · Centro Storico
10b — Itinerari

Cosa fare nel centro storico di Napoli: la guida completa

📍 Guida al quartiere · Centro Storico

Non esiste in Europa un altro chilometro quadrato con questa densità. Sui tre decumani greci si affacciano decine di chiese, chiostri, cappelle, musei e scavi, e sotto ci sono altri quaranta metri di città. Il problema qui non è trovare cosa vedere: è scegliere, e resistere alla tentazione di vedere tutto.

Il reticolo greco, che è ancora lì

Napoli fu fondata dai greci di Cuma e il suo impianto urbano è quello: tre decumani paralleli — oggi via dell'Anticaglia, via dei Tribunali, Spaccanapoli — tagliati da una griglia di cardini perpendicolari.

Camminare in quelle strade significa camminare su una pianta del IV secolo a.C. che non è mai stata cancellata. È la cosa più straordinaria del centro storico e la meno raccontata.

Le cose che non si saltano

Cappella Sansevero — il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, un corpo sotto un velo di marmo così sottile che per due secoli si è insistito fosse tessuto vero pietrificato. Non lo è: è scolpito nello stesso blocco, ed è questo l'assurdo. Prenota: gli ingressi sono contingentati ed è l'unica cosa che si esaurisce davvero.

Duomo e la cappella del Tesoro di San Gennaro, dove tre volte l'anno si ripete la liquefazione del sangue.

Santa Chiara con il chiostro maiolicato settecentesco di Vaccaro.

San Lorenzo Maggiore — sotto la chiesa medievale c'è un'intera strada di mercato romano con botteghe, forno e lavanderia.

Pio Monte della Misericordia — le Sette opere di Misericordia di Caravaggio, ancora sull'altare per cui furono dipinte nel 1607. Sono pochissimi i Caravaggio ancora nel loro posto originario.

Museo Archeologico Nazionale, a dieci minuti a piedi: la più importante raccolta di arte romana al mondo, con i reperti di Pompei ed Ercolano e la collezione Farnese.

Quello che quasi nessuno fa

Santa Maria del Purgatorio ad Arco — i teschi di bronzo sul sagrato e l'ipogeo delle anime pezzentelle.

Santa Luciella ai Librai — la chiesetta con il teschio con le orecchie, riaperta da giovani del quartiere.

Museo Filangieri — collezione privata donata alla città nel 1888, in un palazzo rinascimentale che nell'Ottocento fu smontato e ricostruito venti metri più indietro per allargare via Duomo.

Donnaregina Vecchia — il ciclo di affreschi di Pietro Cavallini, primi del Trecento, su un coro pensile.

I Girolamini — una delle più antiche biblioteche pubbliche d'Europa, saccheggiata nel 2011-2012 da chi doveva custodirla.

Durano mezz'ora ciascuno, costano poco o niente, e spesso non c'è nessuno.

Sotto

Tre percorsi, e va scelto uno per pomeriggio, non due: richiedono un'ora e mezza e attenzione.

Napoli Sotterranea dai Tribunali — cisterne greche, acquedotto romano, rifugi antiaerei con le scritte ancora sui muri. Include i resti del teatro greco-romano, a cui si accede dal basso di un'abitazione privata.

San Lorenzo Maggiore — il mercato romano.

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Le catacombe di San Gennaro, poco sopra, alla Sanità.

Quanto tempo serve

Qui, a differenza degli altri quartieri, il tempo lungo si giustifica.

Una giornata — il minimo: Spaccanapoli, Santa Chiara, Sansevero, il Duomo. Corri.

Due giornate — aggiungi via dei Tribunali, San Lorenzo o Napoli Sotterranea, San Gregorio Armeno.

Tre giornate — ci metti dentro il Museo Archeologico, che da solo è mezza giornata, e le chiese minori.

Quattro o cinque — hanno senso se vuoi anche i percorsi sotterranei, i musei piccoli e il tempo di sederti. Non è riempitivo: il materiale c'è.

Il ritmo giusto

Le chiese chiudono tra le 12.30 e le 16.30 e alcune non riaprono. Quindi: chiese la mattina, musei e sotterranei il pomeriggio.

E non più di tre visite guidate al giorno. Il centro storico si consuma in fretta se lo si tratta come una lista.

Dove mangiare

La densità gastronomica più alta della città, e anche quella dove è più facile sbagliare. La regola: guarda chi c'è dentro all'una e mezza di un martedì. Se ci sono impiegati e gente del quartiere, il posto lavora.

Diffida dei menu tradotti in sei lingue con le fotografie dei piatti.

Gli elenchi con i dati: ristoranti, pizzerie, locali della sera.

La sera

Il fulcro è piazza Bellini, con le mura greche scoperte al centro e i tavolini attorno. Pubblico universitario, prezzi bassi, si sta in strada. Si comincia tardi: prima delle 22.30 è semivuota.

La metropolitana chiude prima di mezzanotte nei feriali. Verificalo prima di programmare la serata.

Come muoversi

A piedi. Il centro storico si attraversa in venti minuti da un capo all'altro e non c'è alternativa: le strade sono larghe tre metri.

Metropolitana Linea 1 (Dante, Museo) e Linea 2 (Cavour). L'auto è da escludere.

Una nota pratica

È la zona più affollata e più densa. Tieni il telefono in tasca mentre cammini, borse chiuse e davanti nei punti di maggior traffico. È la stessa prudenza che useresti a Roma o a Barcellona, né più né meno.

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